Il libro dei gatti, H. P. Lovecraft

C’era una volta un gatto, anzi, c’erano una volta svariati gatti, e uno scrittore dell’orrore che non riusciva a muoversi dalla sedia, perché uno di questi gatti gli si era addormentato in braccio.

Avevo lasciato Howard seduto alla scrivania del mio studio; il mio gatto gli si era raggomitolato beatamente in grembo. Il micio, che era incrociato con un’angora, era un membro della grande tribù dei gatti, insolitamente indipendente, egocentrico e imperturbabile, eppure aveva ceduto alle carezze affettuose di Howard […]. Il mattino seguente, verso le sei e mezza, prima di scendere al piano terra per fare colazione, socchiusi la porta dello studio per dare un’occhiata: Howard era seduto nell’esatta posizione in cui lo avevo lasciato sei ore prima, aveva gli occhi stanchi ma la testa eretta, e il micio, evidentemente, non si era mosso dal suo grembo!

“Buon dio!” esclamai “Non sei andato a letto?”

“No” rispose Howard “Non volevo disturbare il gatto”.

[A cura di G. de Turris e C. de Nardi, Il libro dei gatti; edizioni Il Cerchio, 2012. P. 131]

Lautrec Le chat noir.jpg

Fra gatti e mistero il passo è breve, anzi, brevissimo. Ogni strega che si rispetti ha almeno un gatto in casa, meglio se nero e con gli occhi dorati. La capacità di vedere nelle tenebre è prerogativa demoniaca, il che rende il gatto un famiglio perfetto. Se in Edgar Allan Poe il gatto è stato ritratto come un’entità al limite col sovrannaturale, intelligente e oscuro, per Lovecraft è stato ancor più di questo. Maestro, amico e compagno di viaggio, c’è sempre stato un gatto da osservare e nascondere in racconti, lettere, poesie, fotografie, biglietti d’auguri… Che fossero due mici incontrati sul limitare di un bosco o un gatto a comando di un esercito felino, ciascuno di essi ha saputo raccontare una storia e Lovecraft era lì per ascoltarla.

Lovecraft
Lovecraft fotografato a New York con Felis, il gatto di Frank Belknap Long.

Il saggio che apre questa raccolta, Gatti e cani (1926), di primo acchito può sembrare un’esasperata, spropositata, persino ingiusta dichiarazione d’amore per i gatti, ma credo si tratti di ben altro: è una rabbiosa dichiarazione d’intenti, la naturale affermazione di cosa Lovecraft sentisse di essere, in qualità di uomo entro una società di uomini. Esalta il gatto e disdegna il cane, ma questo senso di disprezzo riguarda l’animale superficialmente; il vero disprezzo investe chi vede nel cane una passiva appendice dei propri desideri. Lovecraft preferisce sì il gatto al cane su un piano estetico e caratteriale, loda la sua pulizia e riservatezza, mentre il cane è sin troppo energico, invadente e spartano. Il cane per Lovecraft è un animale servile, in possesso delle qualità che i più vorrebbero riconoscere nel prossimo, senza necessariamente farle proprie: malleabilità, fedeltà, influenzabilità, abnegazione, obbedienza, capacità di provare amore incondizionato. Il cane non è che la prima vittima di questa imposta sottomissione, sottomissione che il gatto rifiuta categoricamente.

Ora, prendendo in considerazione cani e gatti, lo stolido zoticone vede davanti a sé soltanto due animali, e fonda la sua preferenza sulle rispettive capacità di compiacere ruffianescamente le sue informi e sdolcinate idee di morale, di amicizia e di adulatoria obbedienza. […] I cani sono i geroglifici di cieche emozioni, di inferiorità, servili attaccamenti e gregarismo […]. I gatti sono le rune di bellezza, invincibilità, meraviglia, orgoglio, libertà, distacco, autosufficienza e squisito individualismo: le qualità di uomini sensibili, illuminati, mentalmente evoluti, pagani, cinici, poetici, filosofici, freddi, riservati, indipendenti, nietzschiani, educati, civilizzati, dominatori. Il cane è un contadino e il gatto un gentiluomo.

[Ibidem, p. 33]

Gatti.jpg

La fedeltà che il cane deve al suo padrone può essere pericolosa in quanto cieca, sempre dovuta anche nel caso questo lo bastoni, lo maltratti o lo abbandoni. Il cane sacrifica molto della propria natura animale per vivere con l’uomo, arrivando a un compromesso in cui non cesserà mai di essere la parte svantaggiata. Eppure, nonostante tutto, il cane viene accostato culturalmente a espressioni ed epiteti negativi: morire come un cane, cane, cagna, cagnara, tempo da cani, figlio d’un cane, cane traditore, avere una paura cane, essere trattato come un cane. Non traspare molta gratitudine da parte di chi per secoli ha addomesticato questo animale, l’ha tenuto alla catena e abituato a subire giorno dopo giorno, nella peggiore delle ipotesi.

Il cane per Lovecraft è sinonimo di un rapporto sbilanciato fra un servitore e un padrone. Gli uomini come i cani sono costretti a scendere a compromessi con svariati padroni, perdendo di vista la propria natura. Il gatto, non può che vivere secondo natura: dorme se vuole dormire e va a caccia per nutrirsi, oppure sceglie di vivere con una famiglia di umani, salvo sparire, sempre per sua scelta. Non ambisce a sottomettere alcuno ed è terrorizzato dalla possibilità di essere sottomesso.

Cat Ukio e.jpg

Secondo Lovecraft, questo modo di vivere è connaturato nel gatto, è indipendentemente da tutto e da tutti; Il gatto sceglie, decide, il cane tende all’obbedienza.

[…] il volgo ignorante […] guardava con risentimento al suo distaccato amor proprio e temeva la sua enigmatica ed elusiva indipendenza come a qualcosa di equivalente ai tenebrosi poteri della stregoneria. […] Volevano che un cane cacciasse e leccasse i loro piedi, e non sapevano che farsene dell’attributo felino di eterna e disinteressata bellezza che nutre lo Spirito. Si può immaginare come dovevano sentirsi offesi dalla sublime tranquillità, noncuranza, e dal disprezzo del micio per i volgari intenti e propositi umani. Lanciate un bastone e il servile cane corre sbavando e ansimando core a prenderlo e ve lo riporta. Fate la stessa cosa con un gatto e lui vi guarderà con aria freddamente garbata e in qualche modo divertita.

[Ibidem, p. 34]

Cat Utagawa Kunisada

Il gatto

sa quello che vuole, e intende ottenerlo nel modo più efficace, anche sacrificandogli parecchio tempo, che egli, filosoficamente, sa essere privo d’importanza in un universo senza scopo.

[Ibidem, p. 40]

Quando finisci di leggere un libro come questo, comunque, ciò che resta non è la diatriba fra cosa sia meglio fra cane e gatto; certamente può colpire e infastidire, ma non è tutto. Proseguendo nella lettura, può lasciare interdetti quanto la vita di uno scrittore dell’irreale possa essere reale. Passeggiate, giochi di fantasia che corrono attraverso scambi di lettere, l’osservazione e la cura di un gattino. Emerge uno scrittore che ama mangiare un gelato di tanto in tanto. Chi l’avrebbe mai detto? Lovecraft era un essere umano, e da queste sue carte ben si può vedere come affetti e piccole cose abbiano reso grande la sua capacità di creare.

24 pensieri su “Il libro dei gatti, H. P. Lovecraft

  1. Il cane per Lovecraft è sinonimo di un rapporto sbilanciato… Cos’altro è l’amore?

    Ottimo lavoro amica mia ma non mi convincerete tu e Lovecraft a cedere di un millimetro

    sherabbraccicari 🐶🐶🐶

    1. Né io né Lovecraft ci sogneremmo mai di convincerti su cani e gatti 😀 per il resto, credo che Lovecraft parli di rapporto sbilanciato soprattutto nei casi in cui non ci sia il dovuto rispetto da parte del padrone nei confronti del suo cane. Il cane ama con ogni fibra del suo corpo e alle volte questo gli si può ritorcere contro. Succede anche a noi, almeno una volta nella vita ci capita di amare anche chi ci fa del male. Per quanto riguarda i cani, io stessa mi sono chiesta se a volte non mi sia comportata superficialmente con anche uno solo dei cani che ho avuto con me. O penso a chi crede che un cane sia un gioco, lo accoglie in casa e poi non se ne cura, magari poi lo abbandona. Nonostante questo, quel cane amerà sempre incondizionatamente e… magari soffrendone… L’amore di un cane, è immenso. Per fortuna che ci sono, comunque, persone che rispettano e amano a loro volta moltissimo il proprio piccolo (o piccola) compagno/a di vita. Sally è una cucciolona fortunata ❤ un abbraccio a tutte e due

      1. Anche il tuo Jack ha chi lo ama.
        E comunque la storia dell’uomo e del cane sono legate indissolubilmente sin dai primordi E non è detto che perché avesse una vita grama – peraltro condivisa dagli ominidi – abbia mai cercato di affrancarsi. il gatto è rimasto felino e autonomo.

        Nell’amore del cane e del suo compagno uomo Io credo che il l’equilibrio stia nella reciproca condivisione di momenti e siccome il cane in questo amore è la parte più debole bisogna essere saggi e tutelarlo.

        sherabacettiecarezzine

  2. E comunque, io certo non lo so dire altrettanto bene, ma è precisamente la ragione per cui ho sempre preferito i gatti. Che non sono meno affettuosi, tutt’altro. Solo che amano per scelta e non per bisogno. Sia chiaro che non ho niente contro i cani, potessi avrei entrambi, e poi ci sono razze e razze. Ma diciamo che a livello rozzo, avevo d’istinto colto proprio queste differenze, che mi rendono i gatti particolarmente cari. Esseri teneri, intelligenti, orgogliosi, altrettanto capaci di amore quasi incondizionato (un gatto che avevo dovuto dar via da bambina, e avevo portato al luogo di destinazione in una gabbietta chiusa, fece tanto da tornare a casa dopo tre giorni, e quando fui costretta ad affidarlo definitivamente a una signora residente troppo lontano perché lui potesse tornare, andavo a trovarlo e dovevo andar via di nascosto, altrimenti mi seguiva piangendo), ma mai a costo di essere maltrattati. Un gatto non è docile, ecco. E la trovo una qualità meravigliosa. Non solo nei felini, naturalmente, appunto 🙂

    1. Il cane – non a caso si parla di Pet Therapy – è Un collante sociale.
      Ti spinge ad uscire e c è sempre qualcuno con cui scambiare un sorriso una parola con semplicità e senza preconcetti.
      Non sono una persona solitaria o con carenze affettive Eppure la compagnia di Sally che mi godo più di qualsiasi altro cane nel passato perché sono andata in pensione è una ricchezza.
      Ma il discorso sarebbe molto lungo e non voglio rubare troppo spazio a Francesca.
      sherabbraccicari

    2. Da quando ho iniziato a frequentare i gatti, ho come l’impressione che siano degli incompresi, sicuramente lo sono stati per me. Sono sempre stata circondata da cani; non sono mai stata sola, ho avuto anche quattro cani di tre taglie diverse in giardino. Una meravigliosa ressa. Puoi immaginare l’allegria per il postino. Ti dicevo, io i gatti li ho sempre temuti, pensando che fossero freddi e piuttosto egoisti. Un giorno mi sono ritrovata nel bel mezzo di una colonia felina e lì, volere o volare, devi conviverci, perché dove stai è praticamente casa loro. Un altro bel giorno salgo le scale per entrare in casa e mi ritrovo lui, un gattone europeo che mi guarda con gli occhi socchiusi. Accenna un miagolio e si avvicina alla porta. Figuriamoci se lo tocco, ho sempre avuto il terrore dei gatti. Entriamo. Mi siedo a tavola, sulla panca. Me lo ritrovo accanto, questo gattone, che se ne stava seduto come se niente fosse, intento a guardarmi nel piatto, senza fare una piega. Dopo cena ho avuto il coraggio di dargli un grattino sulla testa e da allora lentamente mi sono abituata non solo alla sua presenza, ma proprio all’idea dell’esistenza dei gatti.
      C’è veramente poco da capire, sono animali semplici e la chiave è il rispetto. Sono totalmente d’accordo con te. Il cane ti insegna l’amore totale e il gatto ti insegna a dosarlo, questo amore. Sono due lezioni fondamentali e l’una completa l’altra.
      Grazie per avermi raccontato la tua esperienza 🙂 i gatti sono stati una scoperta meravigliosa, non sono mai stata così contenta di aver sbagliato valutazione ❤

  3. Zeus

    Sempre detto che i gatti son meglio!!
    E se lo dice anche Lovecraft, come posso ribattere io? Umile dio greco di tonante regalità? 😀

    1. Zeus

      Ovviamente l’italiano è finito nel compostaggio:

      E se lo dice anche Lovecraft, come posso ribattere io, umile dio greco di tonante regalità?

      1. Dai che si capiva, don’t worry!
        Lovecraft a volte è un po’ esagerato coi toni eh, ma su tante cose ci ha beccato. I gatti vanno saputi trattare, rispettare e capire, non sono immediati, ma quando entri in confidenza sono qualcosa di meraviglioso 😀
        Poi vabbé, fra il mio Jack Russell e i carlini che recitano, anche i cani hanno il loro perché

        1. Zeus

          Beh, volevo mettere le virgole al posto giusto e i puntini sulle H, che poi mi prende male.
          Lovecraft esagera, ok, ma non sbaglia di troppo. I gatti sono particolari, hanno una loro vita e un modo di agire molto indipendente. Io ho sempre detto, quando chiami un cane, lui risponde immediatamente. Quando chiami un gatto, si accende la segreteria e attendi. Poi fa tutt’altro.
          Tu hai un cane canino e apprezzi i carlini-recitanti, quindi direi che puoi salvarti dalla fornace di Azatoth 😀

    1. Non male, non male… ascolto sempre molto volentieri Bennato, anzi, mi hai giusto fatto venire in mente che dovrei metterlo nella playlist che trasmettiamo al pub. Invece io ho pensato a un’altra cosuccia

      1. Questa è una delle mie canzoni preferite in assoluto… dopo aver saputo che piace anche a te, sono ancora più orgoglioso di essere un tuo follower! 🙂 Spero di risentirti presto, sul mio blog o sul tuo! 🙂

  4. Articolo interessante e curioso, non conoscevo questo aspetto di Lovecraft. Mi hai fatto venire in mente Hitler, che amava in modo spasmodico i suoi cani. Appunto perché remissivi, fedeli, obbedienti. Probabilmente i gatti gli stavano antipatici.

    1. Sicuramente. E nemmeno il cane se l’è passata benissimo… Sai cosa, è proprio questo il punto che mi premeva sottolineare. Il cane è un animale docile, ama incondizionatamente, come hanno scritto su nei commenti, il gatto invece essendo meno docile tende a tutelarsi di più. Molti si sono approfittati del proprio cane, troppi. Blondie, tutti i cani che hanno messo in gabbie per gli esperimenti sulle esplosioni di ordigni nucleari. C’è un documentario che non sono mai stata in grado di finire di vedere, in cui nel corso di questi esperimenti volevano provare gli effetti di esplosione e radiazioni su animali vivi, a varie distanze dall’epicentro. I cani nelle gabbie leccavano le mani di quelli che li portavano sul posto, scodinzolavano. Sono immagini che ho fissate in testa, la fiducia senza chiedersi niente, senza nemmeno tremare, abbaiare.

  5. Per circa quindici anni abbiamo avuto in casa un cane e un gatto ed è stato un piacere vedere come si comportavano tra loro e quanto affetto e considerazione donavano a noi. Naturalmente il gatto comandava e il cane obbediva, Ma era il cane a proteggere il gatto se costui si trovava in qualche situazione di pericolo. Dunque che dire? Noi tutti, in famiglia, non abbiamo mai avuto preferenze: li trattavamo entrambi con lo stesso identico amore.
    Bel post, Francesca.
    Nicola

    1. Grazie… la dimostrazione che ognuno ha qualcosa da dare all’altro secondo la propria natura. Che bello 😀 e bravi voi che avete avuto sensibilità e intelligenza per rendere possibile tutto questo

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