Parasite / Parassita

Parasite locandina 2.jpegPiove (ed è subito cliché), quando lei mi scrive, “ti interessa?“. Vado subito al link: cinema d’essai, film coreano, concreta possibilità di vedere qualcosa di assurdo e ai limiti dell’onanismo intellettuale. Ovvio che mi interessa. Così, torno al cinema.

A fine proiezione, momento disagio: un tizio inizia ad applaudire furiosamente, per poi smorzare tristemente gli entusiasmi. “Pensavo volessero linciarlo“, mi suggerisce D. e che dire, se fosse successo, non avrei mosso un dito. Cerca di capirmi, non è stata una visione semplice. Mi sarei ricreduta, ma ci sarebbe voluto del tempo. Dovevo metabolizzare.

Metto le mani avanti: non ho intenzione di infilarmi nel più classico dei gineprai, non voglio scegliere fra “capolavoro” o “film del cavolo”, chissenefrega. La sola cosa che mi interessa è occuparmi della riflessione che mi ha permesso di fare, cosa che apprezzo infinitamente. E se ti dovesse interessare, si, c’è qualche spoiler.

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Gazzettino del Kalashnikov 7: Just dog it

Strano periodo. Strano per modo di dire, perché ha fatto un caldo assurdo e se non ho visto/letto quasi niente per intero è stata essenzialmente colpa del caldo, per cui strano de che? Sarà anche estate, farà caldo, no? E allora basta inutili recriminazioni e parliamo di quello che è successo negli ultimi mesi.

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The Witch (2015) / prologo

Cercherò di essere breve adesso, per non doverlo essere successivamente.

La materia mi piace: stregoneria, streghe e chi le streghe le cacciava. Da un lato, la vicenda m’ha sempre dato da riflettere sulla mia vaga sfiducia nel genere umano. Le streghe. Conoscevano la natura, si riunivano nei boschi e si facevano mediamente i cavoli loro. Desideravano indipendenza e conoscenza, motivo per cui sono sempre state perseguitate. Avevano la fama di pretendere rispetto e di ripagare le offese in modo tremendo. Da bambina che è sempre stata un po’ buona e un po’ fessa ingenua, ho sempre segretamente preferito le streghe alle fatine tutte zucchero.

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Rampage, apologia dell’ignoranza (Frequently asked questions)

Rampage bigSenti, facciamo una cosa. Lo so io e lo sai tu che su film come questo si fanno sempre i soliti discorsi. Non è che uno lascia il cinema esterrefatto; se entri nella sala di Rampage, sei sicuro di quello che andrai a vedere. È inutile fingere di cascare dal pero, perché il materiale quello è. Basta guardare la locandina:

  • Dwayne Johnson
  • Una scimmia, che se tanto mi da tanto nel film sarà ancora più alta, facciamo cinque-sei piani
  • Esplosioni
  • Palazzi devastati dalle esplosioni e (probabilmente) da morsi/botte/manate del suddetto animale
  • Elicotteri (che si presume siano guidati da membri dell’esercito, probabilmente dei completi imbecilli e/o guerrafondai)
  • Dwayne Johnson (con la stessa espressione del suddetto primate)
  • Battute di dubbio gusto, qui rappresentate da “Grosso incontra più grosso” (ma per chi avrà il coraggio di vedersi il film sarà possibile anche sentire l’irresistibile “Ehi, ho provato un deodorante vegano“, “Ah, e di che sa“, “Guacamole” e giù, cala il sipario sulla tristezza)

Sperare in qualcosa di profondo o mediamente complesso è quanto meno ingenuo, ma lasciamo perdere, evitiamo i convenevoli e passiamo subito ad affrontare le questioni fondamentali:

  • Rampage è un brutto film?

Che domande, ovvio. Rampage è pessimo film. Devo scriverlo chiaramente o non mi sentirò moralmente pronta ad andare avanti.

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Satanico Pandemonium, o La novizia indemoniata (1975)

La novizia indemoniataUna storia di redenzione (poca) e di lotta contro il male – ancora meno. Una storia di discesa negli inferi, di perdita dell’innocenza, una disperata risalita e una nuova caduta. La Novizia indemoniata (dal rassicurante titolo originale Satanico Pandemonium) è tutto questo e molto di più.

 

 

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Gazzettino del Kalashnikov 4: anche i carlini piangono

Gerald Butler pug
Un’immagine commovente, solo per i pochi che la sapranno apprezzare in tutto il suo fulgore.

…e siamo a gennaio, ne approfitto per fermarmi un attimo e fare un piccolo bilancio. Novembre è volato e dicembre si è confermato mese crudele, all’insegna di tristezza e influenza, benedetto da aspirine e paracetamolo. I progetti si sono accumulati senza che ci mettessi mano. La pila di libri sullo pseudo-comodino sta diventando seriamente pericolante e i pochissimi film che sono riuscita a vedere per intero non me li ricordo, tanto per farti capire quanto mi siano piaciuti. Per rendere le cose ancora più tristi, ho dovuto rimandare anche la visione di Pain&Gain e addirittura di Jumanji, negandomi del sano orrore e tutta la recitazione canina di cui ho vitale necessità. Solo una cosa sono stata in grado di fare: vedere serie televisive.

Allora, malanni di stagione a parte, che è successo negli ultimi due mesi?

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Gazzettino del Kalashnikov 3: settembre/ottobre

Dopo anni, mi sono messa a leggere un libro di poesie, poesie di Leonard Cohen per la precisione.

Questo ha significato due cose: primo, ho sviluppato una certa fissazione per il suddetto Leonard Cohen, secondo, (che Zeus mi perdoni) in futuro su Tersite potrei scrivere anche di musica. Ma per il momento…

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Tersite, quattro anni e (non) sentirli

Piccola storia triste, triste perché vera.

Un bel giorno, qualcuno ha deciso che per prendere un inutile pezzo di carta (leggi: laurea triennale), avrei dovuto dare un esame di storia dell’arte contemporanea. Il docente, che per pietà chiameremo Pier Ugo, era un tizio sulla trentina, dai capelli brizzolati e gli occhietti celesti e cerchiati. Percorreva velocemente il tratto fra la porta e la cattedra, con quel suo sguardo da furetto, un furetto braccato da una muta di cani. Spegneva la luce e accendeva il proiettore, quindi iniziava a parlare.

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Gazzettino del Kalashnikov 2, luglio/agosto

Periodo piuttosto povero, per letture e film. Il poco che sono riuscita a vedere, non sempre intenzionalmente, è stato semplicemente triste e nemmeno lontanamente ascrivibile al trash. Tranne nel caso di un film (Il guardiano invisibile) abbondano gli spoiler, ma non importa, se non hai visto Mission to Mars o Long Weekend non ti perdi proprio nulla. Anzi, da un lato ti invidio.

Mission to Mars (6)Mission to Mars (2000). C’è questa spedizione su Marte, tutto va bene finché una missione sul pianeta finisce in un massacro. Qualcuno deve recuperare l’unico superstite, peraltro senza sapere se è vivo o morto. Semplice semplice. Davvero, non hai tutta questa necessità di vedere Mission to Mars, guardati per l’ennesima volta Alien o Balle Spaziali. C’è di meglio, potrei anche svelarti il finale, non ti cambierebbe niente. Com’è ovvio che sia, la missione di salvataggio la faranno, ci sarà un po’ di casino d’ordinanza, ma alla fine andrà tutto bene. Certo, morirà un tizio in modo idiota, ma una vittima ci vuole sempre. Ah, scopriranno anche le vere origini della vita sulla Terra. Siamo di origine aliena, nel caso te lo stessi chiedendo. Il soggetto è quello che è, ma non dovrebbe stupire, essendo tratto da un’attrazione di Disneyland. C’è dell’ironia, in tutto questo.

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John Wick 2

Attacco al potere 2Tempo addietro, decisi di andare al cinema espressamente per Attacco al potere 2 – London has fallen (2016). Gran film.

In coda per fare il biglietto, passavo in rassegna quello che pensavo di aspettarmi, fra bourbon, scelte sbagliate, idiozia e Gerald Butler. Sapevo già come sarebbe andata a finire; Mike Banning avrebbe ancora salvato ancora una volta la principessa il presidente degli Stati Uniti, i suoi caricatori sarebbero stati ancora eterni e da solo avrebbe sterminato sui 200-300 tizi armati fino ai denti. Qualcosa di leggermente diverso da una dissertazione sulla balistica terminale, insomma.

Poi sento lei, una ragazza.

“Ah, ma tesò… vuoi vedere proprio Attacco al potere 2? No dai… non ho visto il primo, poi non capisco niente della trama

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