Livide (2011)

Livide locandina ballerina zombieNon avevo mai fatto veramente caso all’esistenza del duo formato da Julien Maury e Alexandre Bustillo, prima di vedere Livide – Il sangue delle ballerine (2011). È una fiaba gotica che narra le vicende di Lucie, che un bel giorno scopre l’esistenza di un fantomatico tesoro nella casa di un’anziana insegnante di danza, peraltro in odore di stregoneria.

Livide bambina zombieMerita vedere questo film? Soggettivamente, direi di si, sopratutto per ambientazione e atmosfera, ma anche per alcune soluzioni visive decisamente belle. Sul piano di trama e di formazione dei personaggi, ha alcuni difetti su cui non posso passare sopra. La mia delusione nasce proprio dalla bellezza che pure ho visto; come se questo fosse un film incompleto e un po’ dispersivo, nonostante innegabili potenzialità. Suggerisce qualche risposta alle domande che pone, spingendo a mettere sin da subito insieme i tasselli. Il problema è che queste domande continuano a moltiplicarsi e le vie da cui possiamo passare diventano un intrico. Una cosa è certa: il finale non ve lo aspettereste mai. Io di sicuro non me lo potevo aspettare. Nessuno avrebbe dovuto aspettarselo, nemmeno chi l’ha scritto.

La mia sensazione è che la coppia Bustillo-Maury abbia una certa inventiva, usando e rinnovando qualche cliché da film dell’orrore. Il problema, forse, è che ci si “diverta” un po’ troppo nel fare sfoggio di mestiere, dimenticando tuttavia di girare per un pubblico, fornendo un magnifico esercizio di stile visivo, passando da un omaggio all’altro o da una storia all’altra… senza riuscire a chiudere la vicenda in modo compiuto.

A l'interieur locandina Bustillo Maury À l’interieur (2007) / Livide (2011). Lucie Klavel (Chloe Coulloud) è orfana di madre, personaggio interpretato da Beatrice Dalle, la musa del duo Maury-Bustillo. Venne scelta come protagonista del loro film d’esordio, À l’interieur (2007), la storia di Sarah (Alysson Paradis), braccata da una misteriosa donna senza nome (Beatrice Dalle) che la vuole morta. Volevano creare un home invasion che fosse pura provocazione per il pubblico e immaginano di mettere in pericolo una donna incinta al nono mese, a un paio di giorni dal parto, in uno slasher in cui il carnefice è un’altra donna. Nemmeno il gatto si salva dalla furia del personaggio di Beatrice Dalle, che sembra aspettare l’ingresso di altre

Beatrice Dalle

Beatrice Dalle, in un raro momento in cui il suo personaggio non accoltella nessuno.

persone per il puro gusto di macellarle. Non viene nascosto niente; per gli amanti del genere può essere gioiellino, ma in generale la cosa diventa un po’ ripetitiva, tradendo un certo compiacimento di fondo.  À l’interieur può essere visto in lingua originale senza che sappiate una sola parola di francese. Livide è totalmente diverso da À l’interieur, passando dallo slasher alla fiaba gotica, ma ne conserva alcuni elementi (l’uso delle forbici da sarto o la semplice presenza di Beatrice Dalle) e anche qualche difetto, fra cui lo stesso compiacimento nella costruzione della vicenda, tra piccole forzature nella trama e abbondanza di particolari inutili.

In Livide, che Lucie sia orfana è un aspetto marginale, rendendo inconsistente la presenza di Beatrice Dalle; compare in pochissime scene, che nulla aggiungono alla descrizione del personaggio. Questa è una delle forzature di cui sopra, una delle tante che rende il film piuttosto dispersivo. Ha senso, invece, mostrare come Lucie sia eterocroma; è uno dei primi particolari che ci viene fatto notare. Ha senso che la sua tutor per lo stage da infermiera, Catherine Wilson (Catherine Jacob), le dica che leggenda vuole che chi ha gli occhi di colori diversi abbia due anime. Lucie, da persona razionale qual è, non immagina quanto questa informazione le servirà. Persino una falena che spunta da un libro, alla prima visita di Lucie alla casa, persino quella ha senso. Tutto il giro di visite effettuato da Lucie e Catherine è in grado di descrivere i personaggi in modo piuttosto naturale, nulla a che vedere con la successiva sequenza, dove viene approfondita la conoscenza della ragazza e sono presentati i co-protagonisti maschili.

In breve abbiamo:

  • William, “il fidanzato pescatore” Sua madre dirige un pub. Esperto di furto con scasso (è quasi riuscito a rubare un televisore scrauso dal garage di un poliziotto, ma si è fatto beccare subito), ha forzatamente appeso al chiodo il piede di porco. Esegue, declama questo ispirato monologo: una fonte di informazioni nemmeno tanto telefonata.

Ho 22 anni e ho le stesse mani ruvide di mio padre. Oh, io amo il mare, lo adoro! Ma non voglio morirci. Non come mio padre e come mio nonno prima di lui. Ho preso una decisione, e scelgo di non morire in mare. Voglio morire a terra, con te, lontano da qui. Prendi Ben, per esempio. Per quanto tempo hai intenzione di prendere ordini da mia madre?

  • Ben, “l’amico che passava di lì”. Lavora come cameriere nel pub della madre del fidanzato di Lucie. Si intromette con maleducazione e insistenza nella discussione fra Lucie e William. Parteciperà alla caccia al tesoro perché qualcuno che non sa farsi i cazzi suoi decide che deve essere stufo di prendere ordini, lo stesso William che con grande comprensione gli chiede “giustifica quei 50 miseri euro che ti dà mia madre e portaci due birre”. Tutto qui? tutto qui. Ah, no. Ha la patente, per cui servirà esclusivamente da autista, dopodiché potrà tirare le cuoia in tutta tranquillità.
  • Lucie. La mente del piano. Non perdona al padre di volersi rifare una vita a 8 mesi dalla morte della madre. Ha inquietanti visioni di Beatrice Dalle seduta sulla vasca da bagno; non si capisce se per via di doti medianiche di cui non sapremo mai niente o solo per via di “aiutini” esterni.

Livide l'allegro appuntamento con il tè e animali impagliati

La villa di M.me Jessel. I tre si avvicinano alla casa, ma fino all’ultimo qualcuno (Ben) propone di andare a bere una birra. [credo di non aver mai tanto desiderato che un personaggio venisse inseguito da qualcuno armato di scure. N.d.F.] Si fanno strada ugualmente, ma trovare il tesoro non si rivela semplice: la casa di notte è resa alla perfezione. Più passa il tempo, più velocemente l’entusiasmo si spegne; nonostante tutto, Lucie non si arrende e cercherà anche di saperne di più su Anna, la figlia di M.me Jessel. Trovano la camera della bambina e in essa un tavolo Livide Jessel e le adorabili bestiole impagliateda tè imbandito. Chi non vorrebbe donare alla propria figlia un tavolo da tè con seduti animali impagliati? Animali semoventi e vestiti da cerimonia? Chiunque ovviamente. Le stranezze della casa si moltiplicano e i tre sono ormai in trappola. Il tesoro non si trova e resta solo una porta chiusa; Lucie pensa subito alla chiave portata al collo dalla padrona della magione. Quando anche quella porta si sarà aperta, rivelando la vera natura del tesoro, le cose cambieranno. La casa è come risvegliata e con essa tutti i ricordi della signora, sulla figlia e sulla propria vita. Il problema, è che si risveglia anche M.me Jessel.Livide classe di ballerine

Lucie è l’unica persona nelle condizioni di capire cosa stia succedendo, mentre gli altri due ragazzi tentano semplicemente di scappare dalla casa, con il successo che potete immaginare. Sembra che la ragazza subisca una certa fascinazione: ben presto non penserà ad altro che svelare il mistero della figlia di M.me Jessel. Ben, nel frattempo, rimane intrappolato in una stanza senza finestre né porte, una sorta di laboratorio per la tassidermizzazione – comprensibile, vista l’abbondanza di animali imbalsamati. È come se si fosse avviato un meccanismo inarrestabile; il ritmo del film si è fatto più incalzante, inquietante e… un po’ “gore”. Inizia una serie di flash-back in cui scopriamo la vita di madre e figlia. La storia è un evidente omaggio a Suspiria; il film è disseminato di riferimenti. Uno su tutti? il diploma di M.me Jessel risale al 1908 ed è stato conseguito proprio alla Tanzakademie di Friburgo. Il personaggio di Deborah Jessel è oscuro, la mimica facciale della Pietragalla è evocativa, così come il suo naturale portamento da danzatrice classica. Anna è un piccolo meccanismo malfunzionante e Lucie se ne rende conto, ma sente una naturale empatia nei suoi confronti.

Concludendo, se solo Livide fosse stato un film più bilanciato, con una sceneggiatura migliore, credo proprio che l’avrei adorato. Eppure, anche così, è decisamente meglio di tanti inutili horror “di plastica”. Sotto questo aspetto, ce ne fossero, di Livide.

Non posso scrivere altro, per ora. Qualcuno – forse – potrebbe voler vedere questo film e non gli voglio rovinare la sorpresa. Per chi non gliene frega una cippa gli altri, potete andare avanti.

Livide

Ma il tesoro… che roba sarebbe? Ok, il tesoro è la figlia di M.me Jessel, velata e in abito da ballerina. Scendere sempre più nei particolari, comprendere la storia di questa bambina e il rapporto morboso che la lega alla madre è coinvolgente. Il laboratorio dove finisce Ben è quello dove M.me Jessel eseguiva i propri esperimenti, senza escludere la propria stessa figlia. Esiste una concreta possibilità che molte delle allieve dell’insegnante di danza abbiano subito interventi al pari di Anna. Peccato che le mie siano solo ipotesi. Sarà un mio problema, ma non so bene cosa sia M.me Jessel. Era una strega che faceva rituali particolari? Un vampiro? Sua figlia è stata veramente sua figlia, è una sua creazione meccanica “meccanica”? Non so cosa sia Anne, se uno zombie, un cyborg, un vampiro o tutto questo. Peccato che troppe domande rimangano insoddisfatte, soprattutto a causa di un finale che non mi ha fatto letteralmente capire nulla. Ancora, sarà un problema mio. Eppure, tutto questo ha un certo fascino. L’amicizia che si crea fra Anna e Lucie, la scoperta del vero ruolo della signora Wilson, lo scambio di anime grazie ai bozzoli delle falene, la madre che vuole vedere ancora la figlia danzare… tante cose tutte insieme, forse troppe. Quello che avrebbe potuto rendere questo film realmente unico, non è stato sviluppato a dovere.

Livide Jessel operazione chirurgica

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30 pensieri su “Livide (2011)

  1. ysingrinus ha detto:

    Procedo in ordine sparso: questo film non mi ispira e non mi sta ispirando ma, la foto dell’occhio mi fa pensare ad Imago Mortis che alla fine non mi è dispiaciuto, inoltre ci sono una marea di Chaplin in quel film, i fotogrammi che proponi sembrano belli e sono stato un po’ a guardare quegli animali impagliati, mi sembrano un bel regalo, e la citazione di Suspiria è solo una citazione o si può respirare davvero l’aria di quel film?
    In conclusione credo che tra tanti horror “di plastica” questo ne passerà di tempo perché io lo veda! 😛
    Anche perché dici che lascia tutti i punti piú interessanti senza risposte.
    Ho sparso bene tutto l’ordine cosí!

    • Francesca ha detto:

      Ok, non so da dove iniziare 😀 Imago mortis credo di averlo visto anni fa… mi pare che qualcosa mi fosse piaciuto, ma a parte questo ammetto di ricordare poco. Al tempo non mi appuntavo niente 😦 ma se ce l’ho ancora me lo riguardo, prima o poi. La fotografia è il punto forte di Livide, è altamente evocativa… ma con Suspiria, a parte qualche riferimento, non c’è tutta questa corrispondenza in termini di atmosfera. Ricordo anche della ragazza impiccata, mi pare… invece in questo film, Beatrice Dalle (cioè, il personaggio della madre di Lucie ovviamente) si è suicidata impiccandosi e appare alla figlia ancora con la corda al collo o una roba del genere, ma si tratta di tre secondi in tutto. Fra questo e il diploma, la scuola di danza e le sparizioni… Livide è qualcosa a parte, qualcosa di molto interessante, almeno ai miei occhi; però quelle idee carpite in giro (da Argento e non, anche originali) veramente valide non sono state abbastanza sfruttate. Finisce che tutto rischia di essere un bel compitino, con omaggio a un grande maestro, senza averne capita a fondo la lezione. Concludendo (se ce la faccio), è come se questo film partisse lento, per poi fare un gran caos con tutto il meglio alla fine, ingombrando una sezione consistente della prima parte con troppe cose assolutamente risparmiabili. E nonostante tutto, ripeto, questo film ancora mi piace. Mi dispiace solo che tutto questo potenziale sia stato buttato un po’ via, ma anche in queste condizioni è di molto più bello di un “Annabelle”, un “Ouja”, “Il segnato” e compagnia cantante. Livide al confronto è un capolavoro, davvero.

      Visto che ho risposto in maniera abbastanza decente, adesso posso dire di essermi meritata il mio favoloso personale tavolo da tè con animali al seguito. Vanno bene anche i pelouche, anzi, credo che opterò per quelli.

      • ysingrinus ha detto:

        Buoni i pelouche!
        Tocchi un tasto dolente con Annabelle, perché a me il primo films era anche piaciuto. Il secondo lo avevo anche sopportato. Annabelle veramente mi ha buttato giú: sono riusciti a distruggere una cosa potenzialmente carina.
        Ho capito però la faccenda: un «vorrei ma non posso perché non capisco che posso anche e soprattutto perché voglio».
        Purtroppo bisogna pure mettere un freno alle cose “porcate” che si vedono e disgraziatamente Annabelle ha già colmato lo spazio delle porcate di questo periodo!
        😛

  2. gianni ha detto:

    Beh, mi pare di capire che, trasformandolo in canzone, si tratti di un brano magnificamente arrangiato ed orchestrato, peccato che la melodia non ci sia e, le parole del testo, manchino di poesia, anche se tornano in rima*. Almeno è quel che ho capito leggendo spece dove affermi che c’è del mestiere, la macchina crea-film funziona a dovere e così le singole scene, l’amalgama un po’ meno.
    La fotografia sembra veramente valida, forse un po’ troppo carne e morte ANCHE per i miei gusti! 😀
    Però credo che almeno a 4x / 8x me lo guarderò.

    *caspita ho descritto più di metà dei brani che vanno a S.Remo? Ma nooo che dico.

    • gianni ha detto:

      Mi auto cito: caspita volevo fare pausa e non leggere più niente salvo i libri in arretrato, però come ho visto questo articolo… dannazione ! 🙂

    • Francesca ha detto:

      Hai descritto esattamente quello che intendevo. …è proprio così! almeno per me, insomma… Quando ho visto Livide avevo un gran bisogno di distrarmi e immagina la gioia di aver trovato qualcosa di inquietante, dai colori un tantino lividi (appunto), ambientato in una casa stregata (mi piacciono troppo le case stregate) con strega-vampiro annessa. E poi c’erano le ballerine! qualcosa che mi terrorizza quasi al pari dei violini (per i simpatici motivi che non sto a ripetere 😀 )… poi… arrivano ‘sti due cialtroni, che probabilmente potevano benissimo essere unificati in un solo personaggio, o non esistere per nulla… Passino i personaggi bidimensionali, poi arrivano i discorsi sciocchini senza senso (“siamo ancora in tempo a bere una birra”… sicuramente una Corona, eh! o “siamo in tempo ad andare al pub, Lucie paga il primo giro”). I tre personaggi (Lucie, Ben, Will) possono trovare un senso, uno si fa manovrare e viene manovrato per uccidere, una è praticamente destinata a scoprire il segreto della casa, l’altro è un avido che morirà come merita… ma… che significa? anche qualora trovassimo un senso non toglie nulla al resto dei problemi di sceneggiatura che ha questo film. Così, entri nella casa e tutto il tempo perso all’inizio fa comprimere il divertimento vero. Però, se puoi, guardalo. Nonostante tutto è un signor film. Gli voglio talmente bene a questo film, che sono tanto più dispiaciuta per come è stato “trattato”. Se mai lo guarderai e vedrai il finale… mi dirai. E capirai cosa intendo per “come è stato trattato”.

      San Remo? quello veramente è puro terrore! 😦 preferisco rivedere A l’interieur piuttosto che mezz’ora di San Remo, fra siparietti comici e canzoni… vabbé… canzoni…

      • gianni ha detto:

        Lo guarderò senz’altro.
        Per S.Remo, l’ultima edizione che ho visto credo fosse quella di uomini soli dei pooh…
        Sono snob vero? Gusti. E’ che la canzone melodica d’amore italiana non mi attrae granché.
        Torno in tema, sul film. Anche a me piacciono e a volte servono i film dove si entra in qualcosa di sconcertante, di alienante, di strano. Ricordo pochi, pochissimi film che hanno retto il colpo e non sono scivolati o sullo splatterone o sul trito & ritrito e così via. Va bè taglio corto: guarderollo e ti saprò dire… E nel frattempo ne scriverò uno io 🙂 .

        • Francesca ha detto:

          A volte c’è chi confonde l’avere dei gusti precisi con l’essere snob, e te lo scrive una persona accusata ogni cavolo di giorno di essere snob 😀 comunque, no, non penso tu sia snob, penso che al massimo tu abbia un gusto musicale. Ma lasciamo perdere… se per disgrazia guardo San Remo è per fare commenti acidi. Davvero :mrgreen:
          Per il resto… aspetterò notizie 🙂

  3. sherazade ha detto:

    Hai scritto una cosa ponderosissima da gustare a piccole dosi per un rush finale. Oggi solo un saluto carocaro pensando alla Pace, cercando di costruire la Pace fortemente, come possiamo, con piccoli gesti.
    Ti abbraccio amicissima cara

    sheranothingelese

  4. lupokatttivo ha detto:

    Brava la franceschina che mi ritorna in fretta e furia al ns amato cinema horrorifico ….francese per di piu’ indi amatissimo, perche l horror french ci puace tanto…. Ammetto e mi dolgo a l interieur non l ho visto ma mi hai dato il la… E’ tanto che ce l ho in lizza che adesso mi par il momento giusto…come col lavazza, e gia che ci sono mi recupero pure sto livide, che a me i film con i difetti piacciono … E te lo sai….. Eeeehhh se lo sai 😀 😀

    • Francesca ha detto:

      Eh eh eh, ti aspettavo al varco 😀 A l’interieur credo possa piacerti veramente tanto, è un home invasion molto interessante, se si passa sopra qualche difettuccio… Si trascina un po’ secondo me, a un certo punto, ma se ti piace il genere non penso sarà un problema. Beatrice Dalle poi, io la prendo in giro, ma ha un gran potenziale e oltre a essere una gran bella donna ha una mimica spaventosa – in senso buono. Livide invece… te lo dico… è tutto diverso, ma ha il suo lato gore (aspetta le spietatissime ballerine e la relativa maestra, non sarai deluso) e anche un po’ trash (al tavolo da tè c’era anche un merluzzo, vestito di tutto punto). Voglio proprio sapere cosa ne penserai 😀

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