Benvenuti su Tersite!

Mi presento, sono Francesca. E lui (il blog qui presente) è Tersite. Scrivo per piacere e non per mestiere; volendo, scrivere sarebbe il mio mestiere, ma cerco di non ricordarmelo troppo spesso.

Ufficiale di marina mancato, mi piace pensare che a bordo di una nave tutto sia teso a un solo scopo e cerco di applicare questo concetto nella vita. Non ci tengo a fare il comandante; per quello che mi riguarda, può anche non affondare con la nave ed evitare di fare l’eroe a tutti i costi. Non mi piacciono gli eroi, non mi sono mai piaciuti: ho sempre preferito una persona viva a una morta e con medaglia al valore. Tersite è un tipico anti-eroe che, sebbene personaggio inventato di sana pianta, è più reale di quanto si possa immaginare. Se ti stai chiedendo chi diamine sia Tersite, vai qui.

Mi piace guardare dietro le quinte e vedere come si muovono gli ingranaggi della storia. Noi Tersite saremmo meno visibili, ma siamo l’olio che fa andare gli ingranaggi. Siamo quelli che hanno spalato carbone nelle sale caldaie e quelli che decidono che rotta intraprendere. Siamo quelli incompresi che vogliono stare in piedi e farsi intendere. Se per qualsiasi motivo anche tu hai un frammento di Tersite dentro, allora sei il benvenuto. Se non ce l’hai, fa lo stesso, sei comunque il benvenuto. Qui si può parlare liberamente, per cui sentiti libera/o di esprimerti – nei limiti della normale creanza, ovviamente.

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37 pensieri su “Benvenuti su Tersite!

    • Francesca ha detto:

      Grazie per la gentilezza, intanto 🙂

      …secondariamente, mi hai fatto venire in mente che fra le mie passioni c’è quella per il cinema montano, pellicole da Fanck alla Riefenstahl. In tutte queste opere c’è una costante, ossia il ritrarre questi sconfinati “mari di nubi”. In Fanck, poi, si può parlare quasi di un personaggio: le nubi agiscono di contorno alle vicende (sempre tragiche o quasi) degli “umani”, come divinità immutabili ma presenti. Vedo il mare ovunque, probabilmente è tutta colpa mia 🙂 però le due cose non sono così distanti. E’ l’ampiezza che mi affascina, lo spazio intorno che corre a dismisura. E poi, ho sempre pensato che mare e montagna siano simili proprio per la prudenza (e a volte anche la riverenza) che dobbiamo tenere nei loro confronti. Ancora grazie della gentilezza e, ovviamente, benvenuto 🙂

  1. enricogarrou ha detto:

    Mi sono dimenticato di consigliarTi un libro: Giulio Tononi- Phi- codice edizioni. Un libro ispirato in più punti alla Divina Commedia dove lo scrittore, con Galileo Galilei, fa un viaggio onirico alla scoperta di cosa è la coscienza e di come è generata nel cervello. Lui è un grande scienzato, se ti capita di leggerlo dimmi se ti è piaciuto.

  2. gianni ha detto:

    Potentissimo Tersite! Alter ego di altra potentissima fiera di Internet, dove è finito il tuo karma? 😀
    Modo figo, fighissimo, per dire: dove sei! 🙂

    • Francesca ha detto:

      Credo che userò questa formula per farmi chiamare, anche al telefono. Mi piace 😀 sono altrove, nel senso che sono lontana da un pc per scrivere e questo è un dispositivo di emergenza detestatissimo, ma in capo a un paio di giorni dovremmo esserci… Il pezzo su The machinist ormai cammina per conto suo 😦 ma non dispero, ci riuscirò anche questa volta…

  3. Serena Zeminian Depp ha detto:

    Woooooow!!! 😀 Hai inventato tu questo spettacolare sito? ❤ Non lo sapevo e me ne accorgo adesso…..che sbadata!! Ahahahahah 😛 Sto gironzolando un po’ in giro e ci sto dando una occhiata, e’ davvero molto bello, ottimo lavoro, idea eccellente e bravissima!! ^_^
    Ti sentirai ancora piu’ contenta se ti dicessi che ho messo nei miei “preferiti” il tuo Tersite, 😉 sai mi ha ammaliata fin da subito e siccome non ne so niente ( per adesso….. >.<) mi “documenterò” meglio, diciamola cosi’. 🙂
    Mi aveva attirato un tuo articolo in particolare….. ( se si dice articolo….. :/ ) sai già di che cosa si tratta 😛 , trovo che sia fantastico gestire un sito web ti tua invenzione, e’ molto interessante…..<3 continua cosi’, non smettere mai di starci dietro. :*

    PS: ( Io volevo chiederti una cosa, e’ un po’ personale ma fa lo stesso….. 😛 anche io vorrei scrivere o un racconto o un breve romanzo ( devo ancora decidere bene, dato che ho le idee confuse 😦 ) e dedicarlo a lui ( per quanto riguarda il Titanic) giacche’ io ne sono appassionata, direi proprio ossessionata, fin troppo!! ❤
    Secondo te, cosa mi consigli di fare? Nel senso……e’ una buona idea, posso iniziare o e’ una cosa troppo complicata e articolata? 😥 sai mi piacerebbe un sacco provarci, 😀 poter buttar giu’ qualcosa, per rendergli omaggio!! ^_^ Aspetto la tua risposta 😉 : )

    Ciao cara!! ❤
    “Serena-90”

  4. gianni ha detto:

    Così, tanto per dare fastidio, ma anche per segnalare. Ti segnalo cosa? Beh ti segnalo
    il caso Venere privata, tratto da (appunto) Venere Privata di Scerbanenco. Segnalo questa pellicola perché c’è un bravo Bruno Cremer e perché adesso suscita ire degli appassionati lettori.

  5. Celeste Sidoti ha detto:

    Cara Francesca,
    anche quando non lascio traccia, perché le tue recensioni sono così perfette che con un commento mi sembra di lasciare una macchia sulla tovaglia, il tuo modo di trattare qualsiasi cosa ti rende uno dei miei blogger preferiti in assoluto.
    Immagino che tu abbia buone ragioni – tipo, la vita – per assentarti, e mi sembra sempre un’ottima ragione, così mi limito ad augurarti buona vita e ad aspettarti.

    • Francesca ha detto:

      Le tue parole mi colpiscono e molto. La vita è vero, mi si è parata contro e ora sto cercando (da mesi ormai) di abituarmi a quello che sono adesso, ma forse ci sto riuscendo. Mi manca scrivere su Tersite, mi è sempre mancato, ma dovevo effettivamente occuparmi di altro. Ora sto cercando di riprendere le fila del discorso, per quanto non mi stia riuscendo semplice

      • Celeste Sidoti ha detto:

        La vita è SEMPRE la cosa più importante. Spero che non sia sembrato un tentativo di convincerti a cambiare/affrettare il cammino. Volevo solo comunicarti quanto apprezzo il tuo lavoro – e quanto me ne accorgo se manca!

        • Francesca ha detto:

          No, non mi è sembrato un modo per spingermi a pubblicare qualcosa di nuovo, ma non ti nascondo che mi abbia fatto piacere leggere il tuo commento. Mi trovo in un momento in cui sto cercando di mettere insieme qualcosa, mi “preoccupa” solo che questo cosiddetto momento sta durando da circa due-tre mesi. Ho una cosa pronta su Takahata, ma non la pubblico perché non la ritengo adatta, è confusa e inutilmente complessa. Ho deciso quindi di iniziare qualcosa di nuovo, infatti mi sono messa a lavorare su un film che ho visto un mesetto fa (Tyrannosaur). Ovviamente non garantisco nulla, ma che dire, la strada è quella indipendentemente da tutto.

  6. L'Irriverente ha detto:

    La questione del mare e delle navi mi tocca da vicino, non tanto perché io abbia chi sa quali esperienze marinare – vale il pedalò? – ma perché sono un appassionato di certe storie di mare, in particolare quella del Titanic, di cui mi sono occupato un po’ sul nostro blog. Proprio perché l’eroismo è sopravvalutato, per quanto ne so quello del capitano che affonda con la nave è un mito e non una regola: in realtà si prevede solo che la abbandoni per ultimo, dato che ha l’umanissima e ordinaria responsabilità di quanti sono a bordo. Poi si spera sempre che se la cavi anche lui. 🙂
    G.B.

    • Francesca ha detto:

      Mi piacciono le storie di mare e non ho avuto grandi esperienze marinare nemmeno io, solo una crociera da passeggera molto tempo fa. Tutto è iniziato con la storia del Titanic, per cui anche qui ti capisco. Una vicenda, questa, ma in particolare quella del primo ufficiale, che mi ha colpito in un modo che ancora oggi non saprei descrivere. Credo che sia diventata una compagnia quotidiana e la concezione di un eroismo sopravvalutato deriva in parte da questo: si lavora a bordo di una nave, non si è eroi, siamo ognuno parte di un meccanismo e si è più “utili” l’un l’altro vivi. Il capitano può e deve cavarsela, sempre che non sia un farabutto, ma a maggior ragione deve cavarsela… mi piace pensare che sia più eroico prendersi le proprie responsabilità da vivi che affondare con le proprie eventuali colpe.

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