jupiter ascending poster wedding

Jupiter ascending (2015)

Jupiter ascending poster mila kunisCi sono volute due recensioni (questa e questa) per convincermi a vedere Jupiter ascending. Lo ammetto, il coro pressoché unanime che lo bollava come fetenzia peggiore di Twilight mi aveva dissuaso. Ora, visto quel film, mi chiedo come sia stato possibile che qualcosa del genere, certamente con le sue pecche, ma d’ampio respiro, visivamente impressionante, coinvolgente… abbia suscitato reazioni tanto violente. Tutto questo livore, proprio non me lo spiego. Sono totalmente d’accordo con Lucia quando parla di “accanimento”. Da quel che si legge in giro, sembra che nella storia del cinema non sia esistito un film peggiore di questo. Se a te non è piaciuto Jupiter Ascending, lo reputi la cosa peggiore che tu abbia visto? Parliamone. Eppure… è mai possibile che gran parte dei commenti negativi siano fondati esclusivamente sulla mancata comprensione del film? o su una presunta mancanza di trama?

Cos’è che ha attirato l’attenzione in questo film? L’eyeliner con cui hanno punito fisicamente Channing Tatum? Le sue orecchie a punta? Il fatto che la Kunis interpreti una tizia che pulisce cessi per vivere e che straordinariamente sarà l’imperatrice spaziale più inutile di sempre? Questo avrei potuto scriverlo anche limitandomi al trailer, scrivendo una roba uguale ad altre mille. Una volta vista la pellicola, ho dovuto constatare che c’era molto di più oltre gli stivali volanti e la Cenerentola (che Cenerentola non è poi tanto) che pulisce i cessi. Non è un film da stroncare, ma da vedere e cercare di capire. Jupiter Ascending, nonostante questo, può comunque non piacere; non è obbligatorio ritenerlo un capolavoro. Sarà caotico, ambizioso, pretende di mettere insieme troppe tematiche non sufficientemente sviluppate. Il messaggio non arriverà forte e chiaro, ma c’è. Se non vi interessa la critica sociale che questo film contiene, non importa, è ugualmente un piacere da vedere. Potreste addirittura divertirvi. Ah, nel cast c’è Sean Bean e ha concrete speranze di sopravvivere.

Jupiter ascending

jupiter ascending

Da sinistra, Balem, Titus e Kalique Abrasax

Dopo una breve introduzione, passiamo su un pianeta sconosciuto; i tre eredi della casata Abrasax discutono di una procedura chiamata mietitura. Lady Kalique (Tuppence Middleton) si dice tranquillizzata dal fatto che non sia qualcosa di doloroso, Lord Titus (Douglas Booth) sembra confessare di rimanerne ancora impressionato, mentre il fratello maggiore Balem (Eddie Redmayne), si dimostra più cinico. La mietitura sarebbe qualcosa di necessario, un atto di pietà compiuto su esseri umani che vivono a loro insaputa, la fine per molte vite trascorse nella sofferenza e nell’inerzia, vite mai interamente godute.

Nel frattempo, a Chicago, Jupiter Jones (Mila Kunis) passa le sue giornate ignorando l’esistenza sia della mietitura che della famiglia Abrasax. Jupiter non sa ancora di essere la reincarnazione della regina Seraphi Abrasax, morta in circostanze misteriose, guida della casata e padrona di svariati pianeti, uno su tutti la Terra. I tre fratelli lo sanno e la stanno cercando proprio per questo: se Jupiter rivendicasse l’eredità che le spetta, per i tre fratelli significherebbe rischiare la propria posizione. Ciascuno di essi decide di tutelarsi, inviando qualcuno per catturarla o persino ucciderla. Il primo a raggiungerla è Caine Wise (Channing Tatum), un ex legionario inviato da Titus, con l’espresso compito di non farle del male. Da quando Caine la prende in custodia, Jupiter scopre quanto la realtà in cui aveva vissuto fosse manipolata; il soldato cerca di fornirle quante più risposte possibile, ma Jupiter è fortemente frastornata. Adesso, può fidarsi solo di lui.

jupiter-ascending-image-mila-kunis-nikki-amuka-bird-600x400Jupiter ascending è stato spesso accostato alla fiaba di Cenerentola, anche perché Jupiter Jones è orfana di padre e vive facendo le pulizie, ma i punti di contatto finiscono qui. Volendo, Jupiter ha più cose in comune con la Dorothy de Il meraviglioso mago di Oz. Dopo un forte disorientamento, la ragazza inizia un viaggio che la porterà a incontrare ciascuno dei tre fratelli, entrando sempre più in profondità in una realtà di cui ignorava l’esistenza. Almeno inizialmente non comprende cosa stia succedendo e si fa trasportare dagli eventi, disorientata e ingenua. Sebbene col tempo cresca e riesca a difendersi discretamente da sola, all’inizio è tutt’altro che un’eroina “forte” in senso stretto; deve fare totale affidamento sui suoi compagni di viaggio. Fa domande, è empatica. Osserva. Desidera conoscere quella nuova realtà, ma soprattutto vuole tornare a casa dalla sua famiglia.

Lady Kalique è la prima Abrasax che incontra.

K. “Nel nostro mondo i geni hanno un significato quasi spirituale, sono i semi della nostra immortalità. Quando gli stessi identici geni riappaiono nello stesso identico ordine, accade quella che voi chiamate reincarnazione. […] Mia madre è nata prima delle vostre prime città.”

J. “Ma allora siete dei vampiri?”

Seraphi Abrasax

La statua di Seraphi Abrasax

K. “Abbiamo creato molti di questi miti, ma ti assicuro che mia madre era umana almeno quanto me e te. Siamo diversi per conoscenze e tecnologie. […] Ho da poco festeggiato il 14° millennio […], 14.004 per l’esattezza. Mia madre era vicina al 91° millennio quando è morta. [Mia madre] è stata assassinata.

Jupiter vive la sua esperienza come la vivrebbe una ragazza normale, in un contesto pur sempre anormale… insomma, si guarda intorno, tutto è nuovo e le poche domande possono anche essere ingenue. Fa errori, può parlare a sproposito, non ambisce a sostenere un dialogo particolarmente elevato. Kalique, da par suo, potrebbe rappresentare il potere vissuto superficialmente, quello che non si fa troppe domande, solo gode delle proprie possibilità. Kalique parla senza problemi della necessità di vivere per sempre giovane, ponendo fra le sue priorità una pelle perfettamente liscia, quando per farlo deve mandare a morte migliaia di esseri viventi. Stringer (Sean Bean), amico di Caine, ha parlato più esplicitamente con Jupiter della mietitura, rivelandole come un pianeta sovrappopolato vada necessariamente incontro ad essa. Kalique, invece, non ne parla mai troppo esplicitamente.

K. “Tutti abbiamo un codice per un’ottimale condizione fisica, i nostri geni però hanno una data di scadenza, che si trasferisce alle nostre cellule. Molto tempo fa qualcuno scoprì come sostituire le cellule deteriorate con cellule nuove; oggi è facile come cambiare una lampadina.”

J. “E dove le prendete le lampadine?”

K. “Le coltiviamo.”

J: “Come dei cloni?”

K. “No, ai cloni manca plasticità genetica, milioni di anni fa un’epidemia dovuta alla clonazione quasi cancellò la razza umana. […] La vostra terra è una parte molto piccola di un’industria molto grande. Senti la mia pelle! Nel tuo mondo i popoli combattono per risorse come petrolio, minerali, terra… ma quando hai accesso all’immensità dello spazio ti rendi conto che c’è una sola risorsa per cui vale la pena combattere… e uccidere perfino… più tempo.  Il tempo è il solo bene veramente prezioso dell’universo. [La terra] è solo un pianeta, Jupiter. In questo mondo la gente ha cose molto più preziose. Ora non comprendi cosa voglia dire disporre di lussi oltre ogni immaginazione, quando puoi scegliere di restare giovane e bella, o quando puoi avere il potere di cambiare in meglio la vita della tua famiglia. E per farlo basta chiudere gli occhi.”

jupiter-ascending-image-mila-kunis-tuppence-middleton-600x400Siamo solo all’inizio. Jupiter dovrà rivendicare i propri diritti di sovrana, ma per farlo dovrà scontrarsi con la burocrazia, fra corruzione, lungaggini, necessità di farsi rappresentare da un legale perché il sistema è incomprensibile (anche al legale, fra l’altro), uffici infiniti, sportelli congestionati da code. Proseguendo lungo la sua strada, tutto sarà sempre più esplicito e lo spazio per i dubbi sarà molto ridotto. Quando incontrerà Titus, inizierà veramente a capire chi è, perché le stanno dando la caccia e che – forse – non può fidarsi di nessuno.

…SPOILER (per Jupiter ascending e Cloud Atlas)…

Jupiter ascendingE ora qualche appunto random. Da un lato, Jupiter mi ricorda la Somni-451 di Cloud Atlas. La mietitura potrebbe essere qualcosa di simile allo sfruttamento dei corpi dei cloni per la produzione del sapone, ma su scala planetaria. Sia Jupiter che Somni-451 sono state pedine ignare della propria condizione di inferiorità; l’una diventerà una regina, l’altra la divinità portatrice di verità in un futuro prossimo. Entrambe sono testimoni, silenziose o rumorose, di quella realtà che non potevano riconoscere prima di un tremendo scossone nelle proprie vite. Entrambe cercano “la verità”, non la temono.

Stringer. “Io credo che molta gente non voglia sapere la verità”

Jupiter. “Io si”

Il viaggio di Jupiter, però, a differenza del percorso di Somni-451, potrebbe essere un’allegoria adatta a raffigurare alcuni degli aspetti più deteriori del mondo in cui ci troviamo. Anni dopo la sua pubblicazione, anche Il meraviglioso mago di Oz ha spinto gli studiosi a chiedersi se dietro la fiaba ci fosse qualcosa di più articolato. Vi sono interpretazioni esoteriche e politiche, oppure di carattere economico, come quella del 1964 elaborata dallo storico Henry Lilltlefield (1964), riguardo la politica monetaria statunitense nell’ultimo decennio dell’Ottocento. La strada di mattoni d’oro rappresenterebbe il Gold Standard, mentre le scarpette d’argento di Dorothy (solo nella trasposizione cinematografica del 1939 sarebbero diventate di rubino) sarebbero la possibilità di coniare in argento. Non starò ulteriormente ad approfondire, anche perché questa teoria è stata riveduta e ampliata nel corso degli anni. Che sia completamente aderente o meno, che la teoria di Littlefield sia ufficiale o meno, Jupiter ascending è passibile tanto quanto gli scritti di Baum di interpretazioni politiche, sociali ed economiche, più o meno evidenti. Persino esoteriche e astrologiche, ma non è il caso di addentrarsi troppo in questi temi, da un lato troppo complessi per essere affrontati ora.

Il mondo creato dai Wachowski si fonda sul rapporto di subalternità di un potere cieco nei confronti di una massa potenzialmente infinita che deve limitarsi a consumare fino allo sfinimento. Un sistema che tutto fagocita, riducendo l’uomo a consumatore incosciente e succube, cui viene negata la possibilità di decidere per la propria persona. In quest’ottica i tre fratelli diventano ciascuno un modo di affrontare e gestire il potere, ma porrebbe essere solo una delle possibili interpretazioni. Si passa da una Kalique inebriata dalle possibilità offerte dalla propria posizione a un cinico Lord Titus, rivelatosi un manipolatore che basa la sua forza sull’inganno. Tutto intorno ad esso è apparenza, dal legame matrimoniale che vuole stringere con la reincarnazione di Seraphi, sino alle figure inesistenti che presiedono alla cerimonia. Tutto si riduce a una questione pratica, pianeti come tanti allevamenti, cruciali in una competizione per sopperire a

“…una crescente richiesta di tempo.  […] Non è diverso dal macellare bestiame”.

L’ultimo incontro è con chi detiene il vero potere decisionale, il Balem che concepisce se stesso come al di sopra di tutto e di tutti, unico depositario del senso ultimo della vita.

“La vita è un atto di consunzione. Vivere è consumare. Gli esseri umani del tuo pianeta sono solo una risorsa, che poi viene convertita in capitale, e tutta questa impresa è solo una piccola parte di una vasta e splendida macchina definita dall’evoluzione, progettata per un unico scopo: creare profitto. […] Io amavo mia madre. […] Mia madre mi ha fatto capire che ogni società umana è una piramide, che certe vite conteranno sempre più di altre. È meglio accettarlo, che far finta che non sia vero.”

Jupiter come Dorothy riesce a tornare a casa, perché in fondo è quello che ha sempre voluto. Lady Kalique Abrasax, poco prima di congedarsi da lei, le confida il suo auspicio.

Ti auguro, mia cara, la vita che hai sempre sognato.

Cosa vuole Jupiter? cosa desidera, cosa sogna? Ha la volontà di cambiare la propria condizione? Ha la volontà per elevare la propria coscienza? Desidera solo rimanere lei stessa, anche se le piace essere chiamata “Sua Maestà”, vuole solo tornare a casa. Una volta che vi tornerà, ancora da regina, la Terra non dovrebbe più rischiare una mietitura. Questo potrebbe non valere per gli altri pianeti di cui i fratelli hanno parlato. La regina Seraphi era stata uccisa per aver ostacolato l’uso della mietitura. Jupiter farebbe lo stesso? La vediamo solo felice per il suo nuovo telescopio e per il suo nuovo amore, ma tutto è – quasi – come prima. E, mi chiedo, è veramente un lieto fine? Voi cosa ne pensate?

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43 pensieri su “Jupiter ascending (2015)

  1. sabato83 ha detto:

    Ed ecco un’altra persona che si unisce contro i cattivi che hanno parlato male di questo film. Anche io mi sono fatto convincere dal “lupokatttivo”, e sono contento di averlo ascoltato. Ho veramente adorato questo film, che è bello in tanti aspetti…ma non aggiungo altro alla tua recensione, che è incredibilmente dettagliata.

    E’ una grande pellicola, ed andrebbe completamente rivalutata!

    • Francesca ha detto:

      Ne hanno parlato non solo male, ma troppo, spesso senza cognizione di causa… Voglio dire, può non piacere, il film o il genere, ma diamine… alcuni commenti o recensioni sembravano scritte da persone che avevano visto solo il trailer… e non si tratta necessariamente di connazionali, ma soprattutto di gente d’oltreoceano. Si, andrebbe rivalutato, ma per fortuna là fuori Jupiter ascending ha saputo colpire la fantasia di molti… io ho parlato dei risvolti sociali, ma qualcuno ha notato altre possibili interpretazioni di questa pellicola. Sarebbe bene dargli una possibilità in più 🙂

      • gianni ha detto:

        …e probabilmente è così, hanno visto solo il trailer, o ne hanno letto da altre parti.
        Mi incuriosisce ‘sto film. Anche se mi ricorda molta roba già vista; del resto le note sono 7 no?

        • Francesca ha detto:

          A pensarci bene, più del film mi hanno quasi colpito di più le reazioni nel pubblico… o ne sei entusiasta o ti causa una sorta di repulsione. Sono pochissimi i commenti “oggettivi” (quasi tecnici, meno di pancia, diciamo) o quelli scritti da chi ammette semplicemente di non amarne il genere. Ci può stare, certo. E poi ci sono i commenti di chi sembra che si senta “padrone” di chi il film l’ha girato, nel senso che quello che hanno visto non corrisponde all’idea che si sono fatti nel tempo, in questo caso dei Wachowski. Non è Matrix, per dire. Se trovano qualcuno che produce il film, lo girano e come vogliono loro. Se è un flop saranno cavoli loro, non produrranno più un loro film. Forse. Sbaglierò, ma ho avuto la stessa sensazione che ho sentito su Tim Burton, con tutta questa gente che si aspetta un nuovo Big Fish da una persona che forse è ormai cambiata… E sul già visto e le “7 note”, è verissimo. E se avessero voluto che sapesse di già visto? magari Jupiter ascending per quello che ne so vuole essere qualcosa di simile a una summa, qualcosa in cui riversare un immaginario più o meno condiviso, più o meno abusato. D’altra parte con quell’esempio delle 7 note è assolutamente calzante, forse non è cosi semplice inventare qualcosa di nuovo in senso stretto… forse la vera sfida è trovare qualcosa che susciti un dibattito, la cui interpretazione permetta un ulteriore sviluppo. La domanda dovrebbe essere non “cosa c’è di nuovo”, ma “cosa ha saputo suscitare”. Non voglio stare a difendere sempre e comunque questo film, ma se c’è una cosa che non mi piace è l’omologazione e film che piacciono a tutti perché sono dei bei compitini per casa. Questo fa schifo? ok, il bello è che ti fa discutere… Non sinceramente se consigliartelo, a me personalmente è piaciuto. Posso dirti solo quello 🙂 anzi, a proposito, devo ancora scriverti di un certo racconto su due occhi vitrei, l’ho letto da giorni e non ti ho nemmeno risposto 😀

          • gianni ha detto:

            Ahah sul racconto non ti preoccupare, so che devi “partorirlo” e quindi capisco abbia una lunga gestazione, sul film invece credo sia come hai già ampiamente detto e poi, cosa non secondaria, ci sono anche tanti registi mancati al mondo! 🙂 Che loro lo avrebbero girato in un’altra maniera.. Vabè. In linea di massima qui hanno cercato di iniziare; se iniziavano “di punta” e nessuno capiva? Nessuno spettatore nessun introito nessuna stagione dopo o sequel cinematografico o che altro. In fondo è un’arte ma come qualunque arte ha bisogno di fare campare.

            • Francesca ha detto:

              Matrix è stato forse il miglior connubio fra “commerciale” e “messaggio”, qualcosa che ha colpito l’immaginazione di un pubblico estremamente largo. Grazie a un film come questo si sono fatti un nome e anche un po’ di conto in banca. Hanno seguito bene le regole, ma funziona come nella scrittura, se non conosci le regole non puoi imparare a infrangerle… loro stanno facendo forse quello che preferiscono, escono dagli schemi come preferiscono o se non altro si lasciano alle spalle un gusto più condiviso. Molto rischioso e non solo per introiti che non ci saranno o occasioni potenzialmente sfumate, ma per il pubblico che semplicemente non capisce… si, il pubblico non è più abituato, ne sono convinta. E sono convinta anche di quello che hai scritto, senza certe componenti un film non è ascrivibile a fantascienza. Assurdo. Non ricordo se lo scrissi a te: ci ho messo del tempo per capire che non amare i dischi volanti non necessariamente significa non amare la fantascienza… E infatti… guardo la mia biblioteca e la metà è fantascienza… Bradbury, Huxley… Proprio la fantascienza è un genere di profondità impressionante, una riflessione su… potenzialmente tutto! Il cinema, e concludo sennò non ci capisco più nulla, è un’arte e qualcosa di cui “campare”… verissimo… bisogna essere proprio bravi per prendere un messaggio enorme come quello che avrebbero voluto far passare Andy e Lana W., forse hanno esagerato nel cosa e come trasmettere. Comprensibile… ora sono curiosa di vedere se gli daranno ancora possibilità, produttori e pubblico.

              • gianni ha detto:

                Io spero di sì e, piccola piccola considerazione: che ne pensi dell’Italia, dove tutto è fermo (nella produzione del fantastico in generale) perché la cultura fantastica è considerata di destra? Si, lo so, non ci credevo nemmeno io! 🙂 Ma ora ho voglia di approfondire.
                Ti consiglio di vedere la serie a cartoni di Aeon Flux, direi che rappresenta esattamente quello che hai scritto sulla profondità e sulla vastità.

                • Francesca ha detto:

                  Questo veramente non lo posso comprendere… possibile che dobbiamo fare ancora queste distinzioni senza senso? C’era quel film con la simpatica battuta “il kebab è di sinistra, il sushi è di destra”, favoloso, mi piacciono entrambi! Allora sono anarchica. No, non ce la posso fare. Dovrei approfondire, ma mi rattrista che una parte (sempre che ancora “esista” questa parte) scelga di ignorare qualcosa come la fantascienza perché “di destra” o non adatta a quel tipo di cultura. Bisognerebbe sentire chi di sinistra si sente, ma veramente, non per opportunismo, magari facendosi dire se sia una bischerata o meno. Perché insomma… non posso tralasciare qualcosa che da anni racconta il futuro con i piedi ben ancorati al presente (sapendo cosa sia stato il passato), a maggior ragione quando vediamo concretamente quante delle stime si sono realizzate, almeno in parte. Allora cosa devo pensare? che questo sia un paese spasmodicamente legato al suo passato, tanto da non saper distogliere lo sguardo? Anzi, posso pensarlo? altrimenti non si spiega che tutto sia così… fermo. Non può non essere un fatto culturale, da un lato a causa di chi crede di sapere cosa voglia il pubblico (che poi va a vedere Ex Machina o Predestination) e dall’altro a causa di chi vuole imporre un modo di pensare. La fantascienza è pericolosa, forse, aiuta a pensare e stravolgere i nostri punti di vista, ma sicuramente io sono quella che esagera… Ne riparleremo, comunque.
                  La serie di Aeon Flux era quella che passavano eoni fa su Mtv? era assoluto ammore (mi piaceva tantissimo) e mi hai fatto venir voglia di rivedermela 😀

                  • gianni ha detto:

                    Uau che risposta.
                    Non avrei saputo dire meglio. Tra l’altro esattamente di questo argomento ne stavo parlando con amici ieri sera e, grossomodo siamo arrivati alle conclusioni che anche tu dici: si strumentalizza qualcosa perché 80 anni fa era così! Uff
                    Boh, sarà che quali che fossero gli indottrinamenti possibili, la mia famiglia, il mio carattere, la mia opinione, mi tenevano al riparo da inculcamenti?
                    Troppo fesso per non accorgermi che erano plagiato? Boh.
                    Si, anche a me è venuta voglia di rivedere aeon flux! Roba di venti anni fa azz… s’invecchia!!

                    • Francesca ha detto:

                      Vent’anni!? sono già passati vent’anni 😀 😀 mannaggia, e chi se n’era accorto!

                      …disperazione a parte… m’era passato per la mente di una pubblicità a non ricordo cosa, fatto sta che il messaggio che portava era “ora dobbiamo costruire qualcosa noi, basta con il passato” in soldoni. Si sollevò un vespaio allucinante. Io non credo che il passato sia qualcosa da ignorare, anzi (lo studio da una vita e vorrei che la cosa mi fosse servita di più), ma siamo arrivati a un certo punto che ci troviamo a farci vantaggio di qualcosa che con noi non c’entra più nulla. Mi sono anche rotta le scatole di chi asserisce che siamo gli eredi dell’impero romano, piuttosto che degli etruschi… non ha più senso… prendiamoci cura di ciò che abbiamo (e non riusciamo nemmeno a fare questo, visto come trattiamo in molte parti del paese quello che noi spesso non meritiamo). Facciamo qualcosa noi. Certo. Facile “criticare” senza dare un’interpretazione o un minimo contributo a una discussione costruttiva. L’impero romano non c’è più, mi dispiace. Possiamo fare finta che tocchi a noi? Farci belli di quello che ha fatto Roma è un po’ come quando il politico di turno si fa vanto di qualcosa di fatto da un italiana/o XY come se fosse qualcosa di “proprio”? Non ci prendiamo in giro, XY ha fatto tutto da solo o quasi, nella migliore delle ipotesi senza che qualcuno abbia messo i classici bastoni fra le ruote. Non mi piace vantarmi di quello che hanno fatto altri, men che mai altri che fanno parte del mio passato, dieci come mille anni fa. Poi sarò eccessiva, ma sai da quanto mi ronza in testa tutto questo. Siamo così fortunati ad avere un passato come il nostro, non faremmo nemmeno tutta questa figura se non provassimo a fare qualcosa di veramente nostro, senza strumentalizzare perché… perché così deve essere, come scrivi giustamente.

                    • gianni ha detto:

                      Mi riservo di replicare domani, causa coma da sonno, ma in linea di principio hai – ferocemente – ragione… Siamo bravi noi italiani che abbiamo l’astronauta… Si vabbé fosse per la nostra politica…
                      E ricorda: la cultura non sfama, già!
                      Ps.: cerca un po’ chi è Federico Faggin, così tanto per dire… E pensa a cosa ha contribuito a inventare e poi pensa a cosa c’è sotto la tastiera del tuo laptop!

                    • Francesca ha detto:

                      Ecco, Federico Faggin potrebbe veramente essere un grandissimo esempio di quanto scritto ieri. Cavolo se lo è. Potrei chiedermi che abbia fatto lo stato per far crescere una mente brillante come quella, ma non posso affermare che qualcuno si sia vantato di quanto fatto da Faggin. Non ce lo siamo proprio calcolato, eppure mi pare di aver visto che di recente ha ricevuto una grossa onorificenza negli Stati Uniti da Obama. Pensa come siamo messi. Sono molto amareggiata. Non dovremmo fermarci ai soliti noti come già facciamo, non vogliamo fare quel tanto in più… Posso dirti che mi sono stufata di Dante e Leonardo da Vinci? Sembra che non abbiamo altro da offrire. E invece…
                      Quel discorso sulla cultura poi è uno dei miei preferiti. Diamine, questo paese potrebbe essere un giardino per chi viene a visitarlo, potremmo letteralmente camparci tutti di intrattenimento. Potremmo vivere della nostra cultura, eccome, ma per vivere di cultura… dovrebbe esserci una cultura tenuta viva, condivisa e amata. Non ne parlo mai di queste cose, mi sembra di fare la maestrina dalla penna rossa e la cosa non mi piace 😦 però mi fa anche tanto incazz*** questa roba. L’Italia è bellissima, il paese più bello del mondo, ma non serve ripetercelo continuamente… chi vogliamo convincere? noi? Si, devo dire che hai toccato proprio un nervo bello scoperto 😀

                    • gianni ha detto:

                      Fa’ te s’è inventato il processore (in Intel) e poi un’azienda sua, e poi quando s’è stufato ha brevettato il touch pad.
                      Solo di intrattenimento, non penso si possa campare perché servono le strade, che quasi non sappiamo più costruire, i tram, gli alberghi e stiamo perdendo anche quelle competenze! Speriamo che la cosa non perduri o la vedo proprio male! Ok ok, niente nervi scoperti, semmai devitalizzo! 🙂
                      E torno a scrivere fantasy va… che è meglio

                    • Francesca ha detto:

                      Un vero genio. Un po’ mi dispiace di non averne mai sentito parlare.
                      Certamente di solo intrattenimento/turismo non si può campare, se non altro senza tutte le infrastrutture, maestranze (artigianato di ogni genere, dal lapideo ai fabbri fino a quello che vuoi…), cantieri navali, costruzione di strade… senza tutto questo non c’è “turismo”. Le due cose devono necessariamente esistere e non si può dire che qui andiamo in questa direzione. Hai ragione, si crea sempre meno e le competenze o espatriano o svaniscono, non sono aggiornate. Mi viene in mente a una nave da crociera. Ora, lasciamo perdere l’intrattenimento tipico da crociera contemporanea (ho appena letto il saggio di Wallace sulle crociere… morta dalle risate, non vedo l’ora di parlarne), pensiamo solo al lavoro che comporta una cosa del genere. Un paesotto galleggiante, senza produzione in senso stretto, ma solo per la sua creazione ha coinvolto cantieri, persone addette a infissi, verniciatura, interni… Senza parlare di chi la farà funzionare o dirigerà le attività quotidiane a bordo, manutenzione, pulizia… Quanto lavoro c’è dietro una realtà del genere? Il turismo potrebbe essere determinante nell’economia del nostro paese. Certo, non può essere la sola cosa, ma potrebbe essere una realtà trainante importante. Però… lasciamo perdere che mi deprimo 😦

                    • gianni ha detto:

                      Eh, anche qui ci sarebbe da dire e da parlare, ma hai detto bene tu, se cominciamo, poi sempre più ci deprimiamo, sempre più ci prende la tristezza! Aspetto il tuo post su Wallace, con impazienza!

                    • Francesca ha detto:

                      Io pure, che ti credi 😦 è una di quelle persone che o annichilisce la volontà nel provare (per chi come me in quell’ambito magari non ci capisce un fico secco) o sprona in modo tremendo a creare. Personalmente, è quello che mi capita quando leggo un autore che mi piace particolarmente, ma che trovo inarrivabile o quasi (la fissazione del momento: David Foster Wallace). Ma alla fine, comunque, è sempre bello buttarsi e provare 😀

  2. Lucia ha detto:

    Grazie per la menzione, prima di tutto 🙂
    Io temo che questo film abbia subito tanto accanimento perché il pubblico medio ha perso l’abitudine al concetto di Space Opera.
    Sì, è sicuramente confuso, in molti passaggi, ha tanti difetti, ma è un’opera così grande e ambiziosa che ce ne servirebbero molte di più.

    • Francesca ha detto:

      Grazie a te, anche perché mi hai convinto a dare una possibilità a questo film. Ti do ragione anche sull’accanimento. Fra l’altro riecheggi qualcosa che ho letto in giro, da qualcuno che sa quello che scrive, ossia che in un insieme di film sempre più insipidi, questo è troppo “saporito” per palati poco abituati a qualcosa di diverso. Concludendo… si, ce ne servirebbero di più di opere come questa, anzi, da un lato mi piacerebbe vedere qualcos’altro di basato su questo universo creato per Jupiter ascending. Chissà. Ci riusciranno? (purtroppo ho molti dubbi 😦 )

    • gianni ha detto:

      Questo commento mi era sfuggito! Mi sa che è vero… Se non c’è un inseguimento treddì a rotta di collo, la gente pensa che non sia fantascienza! D’accordo… L’uomo che fuggi dal futuro e lo stesso Guerre Stellari, tanto per citarne 2 hanno delle gran scene di inseguimento… Però c’è anche la space opera! Verissimo

  3. crimson74 ha detto:

    E’ un film che non mi ha mai attirato: lo sci-fi, almeno di questo tipo, con mondi e popolazioni exrtraterrestri (in stile Dune, per intenderci) non è mai stato il mio preferito… Da esterno l’impressione è stata quella di un film forse con troppe ‘pretese’, un kolossal troppo ancorato a certi riferimenti , sapeva troppo di già visto…

    • Francesca ha detto:

      Vedi, che non ti piaccia il genere ci sta… non è un crimine 😀 il tuo parere è piuttosto equilibrato, non hai davvero il cipiglio di chi l’ha criticato pesantemente, magari senza aver visto granché… In fondo anch’io ho qualche genere che non riesco assolutamente a sopportare e mi tengo alla larga, tipo il melenso/romantico, storielle d’amore in generale. Non ce la faccio. Un giorno cambierò, non lo so, ma per ora… lasciamo perdere…

        • Francesca ha detto:

          La prima volta che l’ho visto sono rimasta piuttosto frastornata, le sequenze d’azione sono rumorose, movimentate e lunghe (lunghe per i miei standard, che non amo particolarmente questo lato)… insomma, già su questo versante siamo all’eccesso, non posso darti torto sui “mezzi toni” né qui né sul resto 😀 ti dirò, ho avuto un’impressione migliore soprattutto alla seconda visione, tutto mi è sembrato più lineare e “gestibile”. Si trovano parecchi particolari che alla prima visione possono sfuggire… Comunque grazie 🙂

  4. ysingrinus ha detto:

    Oggi l’ho affittato in Blu-Ray e l’ho visto.
    Devo essere sincero e finito il film pensavo che mi aspettavo qualcosa di piú dopo la recensione tua e di lupokattivo ma, man mano che metabolizzo il film il mio giudizio va sempre migliorando.
    Il film è a tratti confusionario, complice il fatto che sia pensato per il 3D a quanto leggo, quindi è possibile che determinate scene, che hanno contribuito a fare confusione nella storia, fossero effettivamente da limare o addirittura eliminare.
    Parlando della storia stessa, è una favola spaziale, non credo ci si debba aspettare piú di quanto ci si sia aspettato, inserendo elementi di critica sociale, già riscontrabili in Matrix (ma anche nella serie di videogiochi Oddworld), nel tema classico dell’inversione dei ruoli della protagonista addetta alle pulizie e regnante dell’universo (da cui probabilmente il paragone con Cenerentola o simili) e Dune. Io ci vedo molto Dune in questo film, le famiglie che si combattono e dispongono della vita degli altri esseri, i campi di forza, le sensazioni ed i colori (le tute scagliose per lo spazio per qualche motivo mi fanno pensare al film di Lynch, per esempio…).
    Inoltre c’è il pozzo senza fondo in cui solitamente finiscono i Sith in Star Wars…
    In conclusione l’involucro sembra adatto ad un pubblico giovanile e boccalone ma il contenuto è piú profondo di quanto non sembri (come con Matrix d’altronde) e quando può strizza l’occhio agli spettatori piú vecchiotti.
    E poi Sean Bean se non muore almeno un mezzo tradimento lo deve fare!

    • Francesca ha detto:

      Scrivi bene, condivido anche la tua prima impressione. Devo averlo scritto qui da quale parte, ma forse sarebbe stato meglio appuntarlo in fine recensione… Ho apprezzato meglio Jupiter ascending a una seconda visione, la prima mi ha lasciato non tanto interdetta, quanto proprio frastornata… Scrivere che non ci avevo capito molto sarebbe eccessivo, ma a una seconda visione le cose sono nettamente migliorate. Sono d’accordo con te anche sul resto, soprattutto su Sean Bean che per una volta sopravvive alla faccia di tutti, anche se se la passava malissimo… E in fin dei conti lo capisco, con tutto quel tempo stranamente a disposizione, qualcosa doveva pur fare. Secondo me non c’è mica abituato a vivere così a lungo nei film.

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