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Ginger Snaps back: the beginning

Ginger Snaps Back: the beginningGinger Snaps Back: the beginning (2004) è l’ultimo capitolo della saga che vede protagoniste le sorelle Fitzgerald, Ginger (Katharine Isabelle) e Brigitte (Emily Perkins), iniziata nel  2000 con Ginger Snaps e proseguita nel 2004 con Ginger Snaps 2: Unleashed. Dato che in Italia dobbiamo complicarci la vita, Ginger Snaps Back è diventato per il nostro mercato il primo capitolo della saga, col titolo Licantropia. Gli altri Ginger Snaps sarebbero stati introdotti in un secondo tempo, rispettivamente col titolo di Licantropia Evolution e Licantropia Apocalypse. Tutto ciò avrà mai avuto un’utilità?

Ginger Snaps 2 unleashed

Ginger SnapsLicantropia, fra i capitoli della saga, è forse quello meno riuscito. Ginger Snaps è iniziato con i caratteri di un horror adolescenziale, senza cadere nei soliti cliché da strapazzo; non è un capolavoro, ma è divertente, semplice, rivede in chiave “femminile” il mito del licantropo. La lotta contro la trasformazione in mostro è la lotta contro una trasformazione fisica, lo sviluppo, la scoperta dell’identità in un mondo adulto. Ginger Snaps II è ancora diverso: Brigitte è sola nella lotta contro una maledizione che le divora corpo e mente, in una clinica di riabilitazione dalle dipendenze di droga. Ginger Snaps III, purtroppo, è una battuta d’arresto: non sperimenta, non approfondisce i personaggi, crea un intreccio che oscilla fra eccessive, pedanti spiegazioni e fatti a dir poco assurdi.


Ginger snaps back the beginning1815, Canada. Una compagnia di cacciatori di pelli scompare nella foresta, durante una spedizione di approvvigionamento. Sarà a causa della maledizione che predice “l’arrivo del rosso e del nero”? Oppure sarà per quei puffolosi ma vagamente aggressivi Wendigo? In tutto questo, Ginger e Brigitte stanno vagando per la foresta, finché non trovano un accampamento indiano e in esso lei, l’inespressiva anziana indiana, che per comodità chiamerò “vecchia”. vecchia indiana Canada Ginger SnapsNon crediate che sia ineducato: dopo aver visto il film vorreste chiamarla in modo persino peggiore. Insomma, la suddetta “vecchia” svela alle due sorelle che se non ammazzeranno il bambino, una dovrà uccidere l’altra. Quale caspita di bambino? Dove? E chi saresti? Sarà il cavallo a decidere di mettere fine alla paradossale situazione, scappando. Le ragazze cercano di recuperarlo, ma riescono a raggiungerlo e si perdono nella foresta; Brigitte inciampa in una tagliola e si ferisce. Un cacciatore indiano che ha visto tutto le salva e le porta con sé a un fortino, dove saranno accolte con calore, rispetto e tanto, tanto amore cristiano. L’adorabile reverendo Gilbert denuncerà ben i pericoli della promiscuità e accusa le ragazze, mai viste né conosciute, di essere in combutta col demonio, proponendo giustamente di darle in pasto ai Wendigo in grazia del Signore. Tuttavia, il mercante Wallace Rowlands, capo dell’insediamento, non ha dubbi sull’offrire loro ospitalità, memore di figlio e moglie persi durante un attacco dei Wendigo alla loro carovana.

Una sera Ginger, vagando per la casa, entra in una stanza oscura, attirata dal pianto di un bambino, ma scoprirà a sue spese che non è quello che sembra: pare che sia affetto da un oscuro morbo che gli ha orrendamente deformato il volto. La ragazza viene morsa a una spalla e il bambino, ormai libero, fugge nel corridoio. Da qui in poi la situazione precipita, Ginger si ammala… e iniziano ad accadere i fatti più inspiegabili:

  • Wendigo: attacco in massa. Claude, uno dei soldati a difesa del forte, nota come una delle bestie rimaste a terra abbia lo stesso identico tatuaggio di suo fratello, uno degli uomini scomparsi nella spedizione di pochi mesi prima. Che sia proprio Jean-Pierre, trasformato in Wendigo? Allora, forse tutti i membri della spedizione potrebbero aver subito la stessa sorte. Esplode il dramma: Claude non crede che sia lui. Che il tatuaggio sia identico non basta, questi Wendigo potrebbero spacciarsi per i fratelli degli altri, magari tatuandosi di nascosto nei loro negozi truffaldini. Poi viene fuori che la bestia ha anche un occhio di vetro… proprio come il fratello. Ok, solo allora il prode eroe si convince. Un uomo perspicace.
  • Le sanguisughe, parliamone. Se succhiano sangue infetto diventano praticamente dei grizzly. Ottimo rimedio per scoprire chi ha il morbo dei Wendigo, meno pratico per la sanguisuga di tre metri che si aggira per la casa se non la secchi subito.
  • La nostra amica, la “vecchia”, intensifica di un buon 400% le apparizioni, sia in sogno/visione che dal vivo. Ci ricorda, col solito fare inespressivo che le compete, che seccare il bambino è l’unica speranza per spezzare la maledizione. “Una uccide l’altra”, “Uccidi il bambino” e così via. In fondo è buona, non ti fa mai sentire solo.
  • Non solo la “vecchia” sa apparire e scomparire a piacimento. Ginger non può lavarsi in pace il viso, che tutto d’un tratto si trova Claude da una parte, pronto a raccontargli la storia del rapporto con suo fratello, ma anche della leggenda francese del Loup Garou e di come si possa infrangere la maledizione. E come si rompe la maledizione? Chi viene morso deve uccidere la bestia che l’ha attaccato, oppure… insomma, ormai dovrebbe essere chiaro. Due fratelli, uno viene morso e o questo stesso ammazza la bestia o l’altro fratello dovrà ammazzarlo… Dopo questo parallelismo nemmeno tanto telefonato, Claude prende e se ne va. Senza nemmeno passare un asciugamano pulito, lo screanzato.
  • Il piccolo, dolce Geoffrey è libero di scorrazzare per la casa; da quando Ginger lo ha liberato dovrebbero essere passati parecchi giorni, ma nessuno l’ha mai visto e nemmeno il padre sembra sapere che il bambino è evaso dalla sua stanza/prigione. Eppure non è proprio facile ignorarlo. Insomma, uno una domanda se la farà, no. Appare e scompare, anche lui random, di volta in volta col viso deformato o perfettamente normale, senza nessun criterio apparente.

In tutto questo, Ginger passa la maggior parte del tempo stando male. La malattia è lenta e sembra non permettere alla ragazza di esplorare le possibilità di un corpo in mutazione; quasi non evolve nemmeno il carattere del personaggio. Anche quando la trasformazione è a un buon punto, Ginger continua semplicemente a lamentarsi e non ha pulsioni violente/passionali di alcun genere, tranne per mezzo secondo e in sogno. Una discreta svolta avviene sul finire della pellicola: le sorelle sono costrette a lasciare la fortificazione e si trovano nuovamente sole nella foresta. A inizio film entrambe avevano freddo, ma ora Ginger sente di essere perfettamente a suo agio anche nella neve. Si lasciano tutto alle spalle per cercare la caverna della vecchia indiana, ma quando arrivano Vecchia indiana e cacciatorela trovano vuota. Ok, avevano visto male. La vecchia appare dal niente, come suo uso, e riepiloga tutta la manfrina sulla maledizione e si offre di proporre un’ultima soluzione al problema. E visto che non sappiamo abbastanza sulla maledizione, si unisce al coretto il per nulla invadente stalker cacciatore indiano, che rivela l’origine del morbo e della diffusione dei Wendigo, che l’attesa del rosso e del nero era l’attesa di una sorella dai capelli rossi (Ginger) e una dai capelli neri (Brigitte). Sono ripetitiva? Stavolta non è colpa mia, per le lamentele c’è lo sceneggiatore. Insomma, c’è poco da fare, la nera deve uccidere la rossa, ma Brigitte non si arrende a questa prospettiva e decide di vedere nel suo futuro in un rito divinatorio.

Brigitte visione dalla vecchia

Risvegliatasi dalla visione, Brigitte scopre non solo che Ginger è scomparsa, ma che ha finalmente preso gusto per il massacro e si è sfogata proprio con la vecchia. Fortunatamente (?!), il cacciatore indiano è ancora vivo e perde ancora una volta l’occasione per farsi i fatti suoi. Giura eterna fedeltà e protezione a Brigitte, la accompagna fino alla realizzazione del suo estremo destino. Che farà la piccola Brigitte? Quale sarà la sua scelta? Io non ve lo dico, sappiate che farà l’unica cosa possibile, in un finale forse non eccelso, ma che decisamente mi trova d’accordo. Anzi, lo ammetto, un po’ mi ha anche intenerito.

Ginger e Brigitte finale

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34 pensieri su “Ginger Snaps back: the beginning

  1. ysingrinus ha detto:

    Devo essere sincero: mi sono perso all’ordine cronologico dei films.
    Ho continuato la lettura ma la trama mi è rimasta assai misteriosa, una cosa però l’ho capita: Claude è uno screanzato che non passa neanche un asciugamano!

    • Francesca ha detto:

      Senti, nemmeno io ci ho capito un cavolo della cronologia rattoppata, inizialmente… e anche ora mi dispiace di non averla saputa spiegare bene. Ha avuto una pessima storia questo film 😀 e Claude è veramente un maleducato, di già non si disturbano le signore mentre sono in sala da bagno, ma visto che sei lì renditi utile! Che ci vuole passare un asciugamano? Fra questo tizio e il cacciatore indiano non so chi sia peggiore 😀

  2. lupokatttivo ha detto:

    Ecco, tu sappi che per leggere la rece ho dovuto abbandonare (provvisoriamente….pausa al minuto 64) robogeisha. Che ti dico di robogeisha…. Aspe che preparo uno specialissimo nipponico…. E di ginger e co? Secondo me sei stata bonaria e bonacciona…. Nel senso buono del termine…io lo avrei massacrato di piu’… E sai perche’ ??? Perche ancora non mi capacito del fatto che abbiano disintegrato un buon prodotto per il gusto di farlo… Ma dico io… Se hai in mano una sceneggiatura da deficienti perche’ produrlo??? Perche non aspettare un idea migliore o fermarsi al secondo!?!? Naaa marketing rules e wuindi spappoliamo quanto di buono avevamo fatto. Peccato petche’ emily perkins e’ bravissima anche qui… Anche se dagli occhietti trucidi si intuisce che in fondo in fondo non era convinta nemmeno lei. Vabbuo le lupe le ricordo comunque con affetto…. E tu non dire cge non ti avevo avvertito eh??? 😀 sulla rece brava come sempre…ma questo gia lo sai…. Mi ributto sulla geisha…. Che le hanno appena ricostruito le zampe e devo assolutamente sapere come finisce 😉 un salutissimo

    • Francesca ha detto:

      Si potevo fare di peggio, potevo essere molto più crudele 😀 la sceneggiatura è veramente tremenda, fa acqua da tutte le parti… non possono ripetere ogni dieci minuti le stesse informazioni sul contesto, fra l’altro ampliato all’inverosimile con trame e sottotrame totalmente inutili. Che c’azzecca il francese col fratello? via i licantropi, ecco i Wendigo… troppa, troppa carne al fuoco… si è proprio stato un film poco riuscito. Le sorelle le voglio ricordare come nei primi due film… di questo salvo giusto l’immagine finale…

      Aspetto il tuo specialissimo 😀 divertiti con RoboGeisha, sublime film

  3. sherazade ha detto:

    Anti camera del dentista. La “location” c ‘e ma…niente nn ci ho capito niente anzi sì la tua recensione è godibilissima ma questi film nn fanno x me. È una mia terribile lacuna e probabilmente nn so che mi xdo. Nn me ne volere.
    Sherahiahiiiilfentistasimefapaura

    • Francesca ha detto:

      Questo film è perdibilissimo… puoi non vederlo senza problemi 😀 io l’ho visto perché mi erano piaciuti i primi due film e ormai m’ero affezionata ai personaggi di Ginger e Brigitte… però è stata una delusione 😦 per il resto dei film di questo genere, belli e brutti che siano e che non ti piacciono, non fa niente, si vive anche senza… (io in compenso appena posso mi rivedo Tre fratelli di Rosi, ci penso da un po’)

      Buon dentista, io ho già dato ieri (si, ancora 😀 ) per cui ti capisco…

  4. sherazade ha detto:

    Frrrrranci
    ho appena finito di vedere Bitten
    in cui una tal Elena Michaels è una licantropa, anzi per essere più precisi è l’unico licantropo femmina che esista. Ne sapevi nulla? Insomma fa paura.

    sheraboci8i

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