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La notte dello strazio – The purge vs. Anarchy

The purgeLa “serie” The Purge si basa su un semplice assunto: per 12 ore, annualmente, tutti i crimini sono legalizzati. Gli ospedali sono chiusi e la polizia non risponderà ad alcuna emergenza. Questo è lo sfogo ed è stato istituito da un gruppo di persone chiamate Nuovi Padri Fondatori in un un ipotetico futuro distopico degli Stati Uniti d’America. La violenza stessa viene presentata quale strumento di purificazione e insieme di miglioramento sociale; secondo le premesse delle pellicole, grazie a essa disoccupazione e criminalità calerebbero drammaticamente. Lo ammetto, sono stata curiosa di vedere cosa avrebbero fatto di un’idea come questa. Peccato, che quell’idea, controversa e malata quanto volete, sia stata con il primo capitolo totalmente sprecata, anzi, ignorata.

The purge. Questo film non merita troppa attenzione; per quello che mi riguarda, scriverne equivarrebbe a sparare sulla Croce Rossa. Inizialmente concede una panoramica sul contesto in cui si svolge la vicenda: eventuali limiti da considerare nello sfogo, le armi che si possono usare o meno, oppure le persone immuni, come i funzionari governativi sopra un certo livello. Le “regole del gioco” ci sono spiegate mentre iniziamo a conoscere i protagonisti della vicenda. La trama è semplice. James Sandin (Ethan Hawke) ha inventato un sistema di difesa domestica perfetto, talmente perfetto da far navigare lui e la sua famiglia da mulino bianco nell’oro. Vive con la moglie Mary (Lena Headey) e i figli, Charlie e Zoey. Si chiudono in casa protetti dal perfetto sistema di sicurezza, talmente perfetto che il simpatico Charlie, da solo, riesce a mandare tutto a quel paese. Entra gente, gente muore, gente con le maschere, bla bla bla, personaggi troppo stupidi per essere veri, un drone brutto quanto inutile che gira per casa… praticamente niente di nuovo, la premessa di fondo è pressoché inesistente e non viene approfondita. Certo che sentiremo parlare dello sfogo, giusto quando è utile per dare un minimo colpo di scena alla vicenda. Alla faccia del futuro distopico: il film, di fatto, è un semplice “home invasion”.

Dimentico in fretta questo film. Succede che qualche tempo dopo mi trovo in fila alla biglietteria del cinema dove andiamo solitamente. Su uno schermo passano il trailer del film di Angry Birds, un tremendo filmaccio con tremendi pupazzoni. Mentre ancora mi sto chiedendo se sia tutto reale o una bufala colossale, D. mi indica uno schermo proprio lì vicino: “Hai visto? fanno il seguito di The Purge. Quando esce lo vediamo, eh”. Le maschere. Ancora. C’è un tizio in moto. Non ce la posso fare, penso. Cavolo, stavolta si chiama “Anarchia: la notte del giudizio“. Sapevo già che mi sarebbe toccato vederlo, e che la curiosità mi avrebbe fregato per l’ennesima volta. Insomma, fare una roba peggio del primo The Purge sarebbe stato difficilissimo. O no? Insomma, finisce che lo andiamo a vedere sul serio.

Anarchia: la notte del giudizio. Si, fare peggio di The Purge era praticamente impossibile e James DeMonaco, che ha scritto e diretto entrambe le pellicole, ha dimostrato di saper fare qualcosa di meglio. Niente di eccezionale, anzi, ma se non altro ho avuto la netta impressione che il primo film sia letteralmente scomparso. Il contesto sociale è sempre quello, ma la storia viene ulteriormente approfondita. C’è chi si può permettere una difesa e chi no. I ricchi tendenzialmente non muoiono, prima di arrivare a loro ci sono stuoli di guardie del corpo; eppure nemmeno loro si vogliono far mancare una vittima da “sacrificare” a colpi di machete, perché lo sfogo è ormai una sorta di culto con i propri riti da officiare. Semplicemente, comprano qualcuno da ammazzare – c’è un mercato appositamente creato. Di tutto questo, nel primo film non sapevamo niente, perché giustamente eravamo troppo impegnati a seguire il drone del piccolo Charlie in giro per la casa – ed era tanto, tanto divertente (?!). Qui seguiamo la vicenda più nel vivo. Tre storie: madre e figlia che cercano di sopravvivere dopo essere state aggredite da un misterioso gruppo di soldati, un uomo di cui inizialmente non conosciamo il nome (Frank Grillo) che vuole vendicare la morte del figlio e una coppia braccata da tizi mascherati.  Alla fine, tutti dovranno lottare per la sopravvivenza, insieme. Ovviamente ci sono cose che mi sono tornate poco, ma considerando la caratura del primo film direi che ci possiamo anche stare. Però diamine, sei praticamente in un teatro di guerra, cosa vai a nasconderti in una macchina corazzata nel bel mezzo del pandemonio, senza sapere chi ne sia il proprietario, se tornerà e con quali intenzioni. Ovvio che poi muori come un cog***n*, detto fra noi. C’è poi questa ragazzina che non può fare a meno di porre domande esistenziali nel bel mezzo di uno scontro a fuoco, fra l’altro all’unica persona che sa sparare. Che poi, va bene ugualmente, tanto non si sa come dieci minuti dopo sono tutti dei cecchini – tutti, tranne il bischero di cui sopra. E ci sono tante altre vaccate che vale la pena ricordare, come:

  • Pullman che corrono incendiati per le strade (visto che la legge è sospesa non ti fanno nemmeno la multa se non hai il biglietto, che convenienza);
  • Fucilazioni random;
  • Fanatici pseudo religiosi che sparano sui tetti declamando la grandezza delle opere del Signore, per poi eseguire mirabolanti bestemmie sulla Trinità, tali da far arrossire pure un veterano come nonno Fiorucci;
  • Tragedie familiari sopite nel sangue laddove prima risplendeva la luce del dialogo intergenerazionale;
  • Pensionati incaz**ti che lasciano un broker crocifisso davanti alla porta di una delle banche – niente rapine, tanto i soldi li hanno già spostati altrove;
  • Tizi che si ribellano al sistema e allo sfogo, costituendo loro stessi una milizia.
  • Tizi che sparano con un simpatico esemplare di M61 Vulcan, comodamente appostati in lussuosi camion illuminati a giorno e protetti praticamente da un esercito;
  • Gente che ascolta album di Luca Sardella risalenti agli anni ’80 (ok, va bene, questo non c’è, non siamo a tali limiti di violenza).

The Purge Anarchy

Non c’entra niente con l’anarchia e il genere può non piacere. A tratti il film è sopra le righe e la carne al fuoco è persino troppa, ma per una serata fra amici si può vedere. Probabilmente sarebbe stato meglio iniziare con questo la serie e non girare il primo, vista la sua deludente fattura. Anarchia approfondisce le tematiche e mostra quello in cui The Purge ha fallito. Perché girarli entrambi? Domanda inutile. Perché rinunciare a un guadagno praticamente sicuro, sebbene con un prodotto mediocre? Insomma, da un budget di circa 3 milioni di dollari, The Purge (il primo) ne incasserà 1,1 in Italia, 64,5 negli Stati Uniti e 89,3 nel resto del mondo. E tanti saranno rimasti delusi come lo sono stata io: si aspettavano una storia e hanno dovuto aspettare un anno per un tentativo diciamo decente di svilupparla.

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20 pensieri su “La notte dello strazio – The purge vs. Anarchy

  1. Jeremy Merrick ha detto:

    Il primo non l’ho visto (e non credo di recuperare mai la “lacuna”, se così si può chiamare) ma ho visto il seguito e non posso che concordare.. va bene per una serata tra amici e nulla più. Ammetto che mi ha fatto piacere andarlo a vedere perché era proprio da zero sforzo.. 🙂
    Passando a cose più serie rimango sempre stupito dallo zoo di personaggi che tiri fuori.. 😀 Dopo Mitola adesso Nonno Fiorucci: la risposta amatoriale a Germano Mosconi! XD Dio tubercoloso.. :DDDDDD

    • Francesca ha detto:

      Ciao! senti, te lo dico da amica, veramente, non guardare il primo, a meno che per disgrazia tu non sia interessato in un home invasion leggermente particolare. In qualsiasi altro caso, no, sarebbe tempo perso…
      Il secondo è carino, l’ho visto facendomi delle grasse risate – lo so, non è carino in sala, ma chissenefrega anche. Se non altro mi ha ripagato della delusione del primo.

      ps. Nonno Fiorucci è solo l’inizio 😀 c’è tutto un repertorio immenso di vaccate, non ti preoccupare… ho già qualche nuova idea…

  2. sabato83 ha detto:

    Io sono tra quelli che sono rimasti MOLTO male dal primo film. Però dopo questo tuo post, sono curioso di vedere il secondo. Però, lo farò senza aspettarmi nulla, così non resterò deluso 🙂

    • Francesca ha detto:

      Bravo, è il modo migliore per avvicinarsi a questo film… Devo dargli merito del fatto che ha rimediato un pochino alla mia delusione iniziale, parecchio pesante. Diciamo così, il secondo ha rivelato qualche potenzialità… il primo era tutt’altro, andato proprio fuori tema.

  3. Serenate Cinematografiche ha detto:

    “The Purge” penso sia uno di quei film con una buona idea di partenza ma realizzati peggio che malamente (in questa categoria metto dentro anche il “E venne il giorno” di Shyamalan, regista che non amo ma che mi aveva intrigato con la relativa premessa narrativa).
    Il seguito non l’ho ancora visto proprio perché considerato il primo capitolo non sono così desideroso di buttarmi nel sequel, e questa recensione non mi fa cambiare idea 😉
    Bell’articolo, comunque 🙂

  4. sherazade ha detto:

    MI pressenti James DeMonaco? bella testa direbbe mia madre!
    Cmq ho capito tutto: nn vedrò il primo e mi dovesse prendere la smania suicida…cercherò il secondo.
    Devo ammettere che ammiro sia te che lupetto perchè avete la capacità di scovare l’impossibile da film(acci) mai sentiti.
    Non riesco ad immaginare di andare al cinema tanto per neppure con gli amici, mea culpa.
    Qualche tempo fa, a proposito di vittime sacrificali ho visto La decima vittima un film del 1965 diretto da Elio Petri.
    Te lo suggerisco davvero visto che Petri ‘a noi ci piace e di molto’.

    sheraccidentituttobenemalezanzareno

    • Francesca ha detto:

      Petri, ci piace eccome… Questo La decima vittima è in lista, lo sto cercando da parecchio tempo e mi sproni a cercarlo a maggior ragione…
      Sai che non so se questo film ti piacerebbe, il primo per carità, lasciamo stare, il secondo… se capita, dieci minuti, ma non ci spendere soldi, ho proprio paura che non sia il tuo tipo 🙂

      • sherazade ha detto:

        di fronte alla scelta di un film brutto ovvero così così preferisco sederci tutti al bar e chiacchierare e inventare noi le scemenze 😉
        De La decima vittima c’è anche, anzi è stato tratto, il romanzo ma nn lo ricordo.
        Ho visto che su Amazon è disponibile.

        sherabacizanzarosi

  5. lupokatttivo ha detto:

    Essendo io onnivoro di home invasion, il primo me lo sono sciroppato a suo tempo… Mi ricordo il bimbo terribile col pupazzetto radiocomandato….che all inizio lo detesti, il bimbo, poi pero’ salva coooli e l opinione cambia. Ma lo detesti lo stesso. Il finale pero’ non mi era dispiaciuto…. Io che ethan lo ricordavo da gattaca… Azzo se mi e’ invecchiato il ragazzo…. Naturale che ora non vedo l ora di vedere il secondo… Se dici che e’ salvabile, ancora meglio!!!! Cia’ fra cia’ 🙂

    • Francesca ha detto:

      Ciao Lupo 😀 ! Mi ricordo di avertelo pure consigliato il primo The purge, tralasciando tutta la parte fantascientifica, privilegiando proprio il lato “home invasion”… Che poi, ripensandoci, sulla base di quello che mi scrivi… forse sai che hai beccato l’unica cosa che del film non m’era dispiaciuta? Il finale! al tavolo, mi pare, abbastanza ironico, non male.
      Vediti il secondo, vedrai che ti piacerà… io mi sono divertita e parecchio, te lo consiglio molto volentieri. Poi fammi sapere che ne pensi eh 🙂

      ps. ti chiedo scusa per averti risposto così tardi ma… a mia discolpa… ma come si fa ad ammalarsi in pieno agosto? Solo io posso farcela, no? Mi sto riprendendo giusto ora pensa te :mrgreen:

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