Chicago

Preferivo Donato Mitola – Divergent (2014)

Divergent locandinaSarà che al multisala tre sale erano occupate da Noah (o NoaCh, a sentire la tizia che mi precedeva in biglietteria) e non c’era molto da vedere. Sarà che aveva funzionato il richiamo di Kate Winslet. I casi sono due, Kate: o ti hanno rapita, coprendoti la testa con un cappuccio e costringendoti a recitare una volta sul set, oppure ti hanno convinto con ottime ragioni. Tipo un transatlantico di quattrini. Secondo voi?

Se solo avessi saputo leggere fra le righe, le cose sarebbero andate diversamente. Prendiamo la locandina. Kate Winslet non c’è. Ci sono una mega figa atomica photoshoppata/rassicurante, più un figo standard, se non altro senza sopracciglia da cavernicolo. Secondo segnale: i “miei” film sono quasi da sala vuota. Questo no, non lo è. L’età media poi inizia a insospettirmi seriamente. Decido di mettere mano al telefono. Regia: Neil Burger. The Illusionist (2006) e Limitless (2011). D. legge una recensione di questo Divergent e fa “Guarda che hai scelto un film pacco, Francesca”. E’ dunque così? Pensieri si affollano nella mente: “Pacco? proprio tu, quella che odia Twilight, i licantropi coi ciglioni e i vampiri fighetti. Proprio tu non ti sei resa conto che è della stessa genia. Veronica Roth ha scritto ‘sta roba a 22 anni, fresca di laurea in scrittura creativa: avrà dato alla luce l’ennesimo polpettone pre-post-adolescenziale. Vedrai!”

Non ci volevo credere...

Non ci volevo credere, eppure

Mentre rifletto sul destino di Kate Winslet e sul fatto che nell’atrio papa Francesco mi incoraggiasse a vedere il suo film da una pessima locandina, entro in sala. La n°13: altro segno di potente sfiga. Un grazie alla cassiera che ha scelto per me i posti in cima; peccato non aver avuto le bombole a ossigeno, vista l’altezza. Spero di poter posare il cappotto vicino a me: nemmeno questo. Arriva questa tizia magrissima, borsa griffata e capelli di non so quanti colori, tutti delicatamente bilanciati dal biondo al nero. Mette nel porta bibita una bottiglietta d’acqua. Guardo le mie caramelle gommose alla liquirizia e colpevolmente mi dico: “Ecco la dimostrazione definitiva. Sei in trappola, questo è un film da bimbominkia e ti si è appena seduta accanto una tamarra salutista fotonica. Vergogna, hai anche la felpa di Angry Birds! E’ proprio vero che tutte quelle puntate di Ma come ti vesti! non sono servite a niente… Cosa penserebbe di te Enzo Miccio prima di mettersi a piangere?”.

test divergent

Dai, fai anche tu il test per sapere a quale fazione appartieni 🙂 io sono negli eruditi, ahaha le risate…

Buio in sala: il film. Non ho letto nessuno dei tre libri di Veronica Roth, Divergent (2012), Insurgent (2012) e Allegiant (2013), ma ne sto leggendo qualche brano, in particolare di Insurgent. Le premesse di Divergent sono piuttosto canoniche: tragedia, mondo distrutto, recupero, istituzione di una nuova società con regole rigide, tipicamente basata su un sistema di caste. Siamo a Chicago, protetta da una barriera in mezzo al niente. Veniamo subito a sapere che per tutelare la pace, la società è stata divisa in cinque classi rigidamente caratterizzate:

  • Eruditi. Dediti alla sapienza e vestiti di blu, elegantissimi. Un filino tendenti alla tirannia. La luminosa Kate, è una di loro e potrei uccidere per avere uno dei suoi tailleur.
  • Abneganti. O “rigidi”, per la loro propensione all’amish style. Sono incaricati del governo proprio per la loro virtù, ma nascondono vari scandali, secondo voci più o meno fondate.
  • Intrepidi. Tizi che saltano dai treni urlando, non avendo altro modo per spostarsi: no perché in questo ca*** di mondo futuristico hanno sistemi di controllo mentale, ma non delle ca*** di stazioni ferroviarie. Urlano, continuamente. “Che ore sono?” “Aaaaah!! Ehhhh!!! AHHH!! mezzogiorno, ora mi scusi ma ho il pranzo al fuoco”, saltando. Poi si viene a sapere che sono l’esercito, ma all’inizio sembrano unicamente appassionati di parkour.
  • Candidi. Dicono sempre la verità. Motivo valido per affidargli il sistema legislativo.
  • Pacifici. Sono hippy vestiti da hippy, con le treccine hippy, coltivano la terra e si vogliono tanto bene in quanto hippy. Sicuramente si distruggeranno di canne, fatti loro, non me ne può fregare di meno.

Salta all’occhio la pregevole/raffinata ingegneria sociale, un solo unico pregiudizio. Parere mio, ma una delle cose che mi ha più disturbato è che ogni personaggio cede alla sua fazione le chiavi del suo cervello; si comporta da erudito/candido/abnegante perché è un erudito/candido/abnegante. L’unica scelta giusta è quella contemplata dalla sua fazione, un popolo di decerebrati. Ne consegue che almeno nel film i personaggi risultano pressoché monodimensionali – tranne nel caso di Quattro (Theo James). Se sei giunta/o qui senza collassare, congratulazioni, hai appena superato livello base del corso sul magico mondo di Divergent!

Si nasce e cresce in una delle fazioni; a 16 anni è possibile fare un test e accettarne il risultato o decidere personalmente a quale fazione appartenere. In entrambi i casi, la scelta è definitiva e se per qualsiasi motivo vieni buttato fuori, passi direttamente agli Esclusi. E diventi un sudicio pezzente ai margini della società. Caso ulteriore, se hai contemporaneamente caratteri di più fazioni, sei nella m****, in quanto Divergente.  Congratulazioni, ora sai praticamente tutto: hai appena superato il livello avanzato!

Beatrix (Shaileene Woodley) lascia la famiglia per andare negli Intrepidi pur sapendo di essere una Divergente; terrà nascosta la cosa e cercherà disperatamente di inserirsi nella nuova fazione. Gran parte della pellicola è occupata dall’addestramento. Intanto conosce Christina (Zoe Kravitz… si, è la figlia di Lenny), che ci tiene sempre a specificare di essere un’ex candida (?!). Ci sono poi un ex erudito e un ex candido, che si vorrebbe far passare per cattivo col risultato di riuscire solo una specie di lobotomizzato. Tutto ciò che sa dire è un’interminabile serie di “Eh, rigida? Sei rigida ah ah ah. Ehi rigida, sei rigida. Hai visto il giornale, siete rigidi e dei delinquenti. Rigida”. Incontriamo poi due istruttori, uno buono e uno cattivo – si capisce perché è accigliato e dice/fa cose spiacevoli. Pura avanguardia. Lei di chi si innamora? di quello buono, tale Quattro (ma che nome del c****) che conoscerà sempre più profondamente e… ok, basta, non riesco ad andare oltre. Intendiamoci, il film è fatto benino, bellini gli effetti speciali, tutto tanto bellino. Un ottimo compitino per casa. La maestra darebbe un bel 7 a tanta aderenza alla spiegazione in classe.

E Kate Winslet? Impersona l’antagonista, Jeanine Matthews, e lo fa egregiamente. Si becca pure una coltellata su una mano. Peccato però: nonostante Kate questo film non mi ha lasciato niente. Persino Robocop (2014) ha saputo suscitare riflessioni più profonde. Lo slogan del film “ciò che ti rende diverso ti rende pericoloso” potrebbe avere buona risonanza in un pubblico di adolescenti, molto sensibile a questa tematica. Per il resto, ciò che ho visto mi pare piuttosto sterile. Certo, è importante vendere merchandising e contemporaneamente far riflettere lo spettatore grazie a un mondo pseudo-allegorico distopico (termine di moda, nevvero?) che rappresenti l’alienazione del diverso in una società omologante, fatta di barriere che non rendono giustizia a…

Fan****! tanto per me gli unici vampiri e licantropi sono riconducibili a una sola persona, Donato Mitola. E per l’universo “distopico” mi limito a quello di un film più strutturato e profondo, tipo Machete.

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49 pensieri su “Preferivo Donato Mitola – Divergent (2014)

  1. Massimiliano Scordamaglia ha detto:

    Grazie per Mitol e ringrazia anche il mio analista.
    Detto questo mi verrebbe da puntare il dito e irriderti alla Nelson dei Simpson non fosse che Burger mi ha regalato due tra i pochi film che ancora mi spingono a seguire Hollywood: “The illusionist” ma soprattutto “Limitless” che ha saputo divertirmi e darmi brividi.
    A questo punto lo cerco (ma ti odio) 🙂

    • Francesca ha detto:

      :mrgreen: mi merito davvero questo ah-ahhhh alla Nelson, assolutamente… che poi sul serio, Limitless era veramente particolare, merito del soggetto oltre che della regia, chissà. The illusionist non lo ricordo molto bene, lo vidi al cinema appena uscito, ma mi pare fosse decisamente più guardabile di questo Divergent…
      Meglio Mitola vah 🙂

  2. sherazade ha detto:

    bel coraggio Fra’ a spendere tanto del tuo tempo per dire in soldoni che hai visto qualcosa di inguardabile.
    Che poi il messaggio del diverso pericoloso sia parecchio scorretto e che ci sia bisogna di ingabbiare le persone in categorie per creare dei comparti stagni dà idea del tempo che torniamo a ripercorrere a ritroso.
    sherapanciapienachedolorrr

  3. Jeremy Merrick ha detto:

    Non l’avevo mai sentito e penso che lo eviterò accuratamente anche perché mi sembra che non rientri nemmeno nei trash obbrobriosi.. 😉

    In compenso ho scoperto un nuovo idolo!! 😀

    • Francesca ha detto:

      No, niente trash purtroppo, è solo brutto 😦 e decisamente bimbominkia. Ho scelto di rimediare con Donato Mitola, il mondo ha bisogno di più Donato Mitola 🙂 un uomo un mito

  4. crimson74 ha detto:

    Io ho evitato già quando ho saputo che era l’ennesimo primo capitolo dell’ennesima trilogia dell’ennesimo ‘mondo distopico’…che poi, ormai ‘sti mondi distopici sò talmente ridicoli che meglio la realtà appena fuori di casa…

    • Francesca ha detto:

      Sottoscrivo in pieno e… decisamente devo smetterla di vedere film a scatola chiusa. C’è troppo pattume in giro, e stanno raschiando il barile. Ormai ho letto i primi 10-15 capitoli del secondo libro della trilogia – può bastare una mezz’oretta o poco più – per pura curiosità e che dire… sembra accattivante, ma per ora si basa soprattutto su mezzi colpi di scena, discorsetti retorici su libertà e amicizia, oltre a elucubrazioni strategiche su come accoltellare un tizio o sulle fazioni. Eppure piace, c’è chi spergiura di essersi commosso/o… Avvilente, ma mi stupisce fino a un certo punto. Purtroppo.

  5. lupokatttivo ha detto:

    Ecccheccccavolo che pisso mettere un mi piace solo…ne avrei messi tre, anzi tredici…mi son sbellicato di brutto, ma davvero la felpa di angry birds?????? Uataaaaaa… Sul film pisso dire pico, non l ho visto….a sto punto nemmeno lo vedro’…anche perche’ gia dal nome mi faceva un po bimbominkiata…. Mi hai tolto il dubbio 😉 cia fra!

    • Francesca ha detto:

      Tranquillo Lupo… io sono come te, ma ti confesso che faccio errori anche peggiori quando scrivo con l’Ipad, da commenti inviati prima di essere finiti, fino a strafalcioni ortografici allucinanti… poi si capiva dai 🙂

    • Francesca ha detto:

      Grazie :mrgreen:
      ps. ti dico un segreto… ci ho capito poco pure io… ho dovuto leggere qualcosa dei libri, molto meno ridicoli del film fra le cose 😉 non sono malvagi, ma preferisco altro eh

  6. ysingrinus ha detto:

    Purtroppo non posso, e forse non voglio, cogliere le citazioni dei programmi e personaggi che citi all’inizio dell’articolo però grazie a te non cercherò in nessunissimo modo questo film ovviamente pensato per chi non si commuove cantando e ballando “Il Licantropo”!

  7. Omonero ha detto:

    Congratulazioni! Sei un’Abnegante!!!
    Se non altro per l’abnegazione dimostrata nel vedere il film fino alla fine…io sarei uscito dopo i titoli di testa.
    “gnapossofà”! 🙂

    • Francesca ha detto:

      :mrgreen:
      …citando i titoli di testa mi hai ricordato come un delizioso ebete a poche poltrone dalla mia, passati i trailer e iniziati appunto i titoli di testa (frasi, nomi di attori, quelli che recitano… immagini del film che TU hai scelto autonomamente, cavolo… i titoli di testa) si ripiglia improvvisamente e chiede di soppiatto a un suo pari: “Ah, ma è questo il film?”
      Bravo bischero 🙂
      …e si, un pochino abnegante lo sono, io vedo queste ciofeghe per risparmiare voi. E’ spirito di sacrificio, quasi. E poi diciamocelo, mi piace stroncarle, ‘ste schifezze… la trovo una cosa quasi catartica 🙂

  8. Andrea Magliano ha detto:

    Io ignoravo addirittura ci fosse Kate Winslet in questo film! Ma perché Kate? >.< Mille volte meglio Hunger games! Fortunatamente 'Divergent', come le altre saghe fantasy, sono riuscito a evitarlo e data la tua recensione sono molto contento! eheh
    Se vuoi riprenderti e ti capita, ti consiglio 'Grand Budapest Hotel', veramente un bel film 🙂 Un saluto!

  9. gianni ha detto:

    Vediamo il lato positivo. Ai miei tempi questi film erano relegati a circuiti semiclandestini, girati con due lire e te li guardavi sgranocchiando pop-corn con gli amici in formato VHS con tanto di banda sfarfallante in basso.
    Gli attori erano degli stoccafissi (risultato buono) oppure di quelli che provavano a recitare (risultato, meno buono). Parlo di film come la saga di Deathstalker, oppure Dungeons & Dragons con Geremia Ferri (sì, lui Jeremy Irons) o roba tipo la Spada a tre lame (aka The Sword and The Sorcerer) e potrei continuare.
    Ad un certo punto però si vede che s’è formata una nuova classe di personaggi o casta o quel che è, che i film tipo questo li adora e sono diventati grande cinema. Transformers per me è l’apice incontrastato di tutto, anche più di The Hunger games.
    Da un certo punto di vista mi sento sollevato, quasi rinfrancato: da giovine ero il nerdissimo che, dopo partite a giochi di ruolo e libercoli di fantasia, veniva additato da quelli “normali” come strano (beh leggevo!); ora sarei (e sono?) tra i normali! Magari ci son arrivato con 30 anni di ritardo, ma come si dice: meglio tardi che mai!
    Con nulla togliere ai gusti personali e quant’altro. Secondo me il film è ben fatto e no, non aggiunge nulla alla vita di nessuno, ma passi un par d’ore contento.
    O no? 😀

    • Francesca ha detto:

      Ok, inizio scrivendoti che sono una grandissima ignorante 😀 non ho visto i film che citi all’inizio, ma me li voglio segnare. Secondariamente, quando penso al cinema mi figuro sempre che ogni film sia un incontro fra necessità “materiali” e scopi “altri”, siano essi l’educazione a un certo tipo di immagini, modo di pensare, ma anche semplicemente divertire e far passare queste due ore piacevoli. Divergent non è fatto male, ha soluzioni visivamente “belle” (la fase iniziale la ricordo in modo particolare, dalle navi incagliate in un deserto fino al “recinto”) e momenti emozionanti. Come film, è fatto per venire incontro a un grosso bacino di lettori e per divertire, non ambisce a molto altro e per quello che mi riguarda, non mi basta. Mi dispiace che non mi lasci niente, ma è un problema forse più mio e di incompatibilità con lo stile del racconto per immagini. Capisco che possa piacere, comunque. Personalmente l’avrei visto volentieri a casa, ma non avrei speso i soldi del biglietto. Non l’ho apprezzato perché fondamentalmente non incontra il mio gusto, soprattutto per via di un certo modo piuttosto di raffigurare i personaggi… in modo un po’ univoco, leggermente piatto. Da quando ho visto il film è passato un po’ di tempo e ho letto i due libri successivi a Divergent. Sai cosa? La trama non sarà stata originalissima, però devo dire che mi ha appassionato, sebbene non abbia amato particolarmente i personaggi che la animano. Anzi, alcuni li ho detestati seriamente. Tuttavia, c’è un abisso fra come sono descritti nel film e come sono descritti sulla carta. Le singole fazioni hanno tutto un diverso respiro e quelli che vi appartengono non sono standardizzati come nel film.

      • gianni ha detto:

        Siamo tutti ignoranti, i films da vedere sono milioni! Coprire tutto lo scibile non è fattibile se non dedicando una vita intera ed in modo continuativo.
        Invece sul discorso libro – sua trasposizione: beh lì è quasi scontato vinca il libro, ci sono trasposizioni in cui il film dice altro e lo fa meglio, però per quanto riguarda la profondità, lo scritto meglio si presta.
        Sul film che diciamo così riempie ma non sazia, ovvero il film che dopo la fine neanche quasi ricordi… Mmmm si in linea di massima mi trovi d’accordo, non andrebbero fatti né tantomeno visti, però… Sono grato che esistano per le motivazioni che ti ho detto. Un po’ come una band di musica rock banalotta. orecchiabile e facile, che piacendo, poi sdogana tutto il genere.
        Resto anche io dell’idea che spesso il mezzo prevalga sul contenuto e la scatola (effetti in primis) sovrasti ogni altro aspetto, specie in questo genere, con la distinzione che ho spiegato sopra.

        • Francesca ha detto:

          Tutto serve, tutto… e hai ragione quando scrivi di qualcosa di “facile” che può “sdoganare il genere”. Se per me “non basta”, se per me il film più “leggero” non è abbastanza, non significa che debba essere eliminato, ci mancherebbe 😀 questi film vanno fatti, hanno il loro senso, anche se io posso avere altre priorità. Che poi… io per prima ne guardo, e anche di peggio, sai 😀 Ieri sera ho visto un vecchio filmozzo distopico, tale Equilibrium, su un mondo in cui sono bandite tutte le emozioni. Mi ha divertito un casino e c’era anche qualche spunto interessante, forse era un po’ tanto esagerato, ma tutto sommato ci stava anche bene. Niente di particolare, comunque. Però c’è bisogno anche di questo e di altri film. Insomma, sono d’accordo con te. Dipende tutto da cosa desideriamo in un film, e tutti abbiamo desideri diversi. Nemmeno Equilibrium mi ha proprio “saziato”, ma l’ho visto volentieri 🙂 la cosa realmente importante, per me, è che si dia al pubblico qualcosa di buono, di fatto con intelligenza, senza “forzare” le sue preferenze. Per il resto, ben venga il cinema in tutte le sue miriadi di sfumature, da Er Monnezza fino a Luchino Visconti :mrgreen:

          ps. sulle trasposizioni libro-film ce ne sarebbe da dire… per esempio apprezzo anche quando un regista o uno sceneggiatore si distacca molto dal testo, ma con un’impronta tutta personale. La decima vittima di Petri, per esempio. Magari non c’entra molto col discorso che stavamo facendo, ma volevo scrivertelo ugualmente.

            • Francesca ha detto:

              Guarda, all’inizio ho pensato che avesse preso troppo da Fahrenheit 451… bruciano i libri (e pure la Gioconda, quella vera)… poi però si è ripreso… il grigio che si dirada man mano che la consapevolezza aumenta, sul viso delle persone e nel mondo… Successivamente, la parte della Resistenza e degli oggetti delle persone mi ha sempre più preso, non ti dico sul povero cucciolo che stava per essere ammazzato (‘ste cose mi mettono un’ansia) o quando invece è lei che devono ammazzare… Il protagonista inizialmente mi pareva ingessato da morire, però molto probabilmente era per via del personaggio, perché dopo si è fatto più mobile, espressivo, dopo la mancata dose di medicinale. Mi è piaciuto, si, lo devo ammettere… però ogni tanto mi chiedevo quando finissero i caricatori delle pistole, come fosse possibile che prima quelli della Resistenza morissero come mosche e i cattivi non venissero mai sfiorati… salvo poi… Certo che a volte potrei pensare solo a divertirmi 😀 e diamine, a vedere ‘sto film mi sono divertita. Ecco, questo mi è piaciuto molto più di Divergent, anche se non è decisamente un capolavoro. Però ammetto anche questo, lo rivedrei pure 🙂 anzi, sto seriamente pensando di scriverci su una recensione…

              ps. se hai qualche bel film in stile Equilibrium, si accettano consigli :mrgreen:

              • gianni ha detto:

                Ehehe l’ordalia della pistola… Beh nelle scene al rallenty spiega come avviene il tutto e ok, è fantasia quindi va preso per quel che è. Si un po’ del buon 451 c’è … Diciamo che m’è piaciuto tanto ma devi assolutamente lasciarti andare e godertelo, perché se ti soffermi troppo non ti prende. Gli attori in fondo non sono male anzi. La figuraccia come attore la fa il braccio destro del cattivo. Alla fine troppo troppo imbalsamato, anche oltre il dovuto indotto dalla fialetta anti-emozione.
                Certo, un film non scontato. 😀

              • gianni ha detto:

                Oh giusto, guardati anche L’uomo che fuggì dal futuro. E’ molto 1984 ma… Ha il suo perché e soprattutto spiega tante cose e anche tante “sigle” di certi standard audiovisivi inventati da Lucas & Co.

  10. M ha detto:

    L’ho visto questa settimana e devo dire che non mi è dispiaciuto, sarà che mi aspetto sempre poco da tutti questi film distopici, ma qua mi son sovuto ricredere.
    E Kate brava brava nei panni del boss! Se mi dici che i libri sono ancora meglio potrei farci un pensierino!

    • Francesca ha detto:

      I libri ormai è qualche tempo che li ho letti, per cui se dovessi riprenderli potrei anche ricredermi… considera che ho letto della trilogia solo il secondo e il terzo volume. Non sono male, la storia non è poi così malvagia, ma da un lato ripensandoci ho preferito la vicenda nell’insieme piuttosto che la storia dei singoli personaggi (i due protagonisti li ho sempre cordialmente detestati, ma è un parere squisitamente personale). Comunque, per una lettura poco impegnativa potrei consigliarli.

      • M ha detto:

        Ah si, ma pure io ho preferito l’insieme più che i personaggi. Se proprio devo sceglierne uno, voglio vedere che fine fa Peter, il “bullo” del gruppo.

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