“La novizia indemoniata” (1975)

Una storia di redenzione (poca) e di lotta contro il male – ancora meno. Una storia di discesa negli inferi, fino alla disperata risalita e una nuova caduta. Una grandissima, epica ciofega. La Novizia indemoniata (dal rassicurante titolo originale Satanico Pandemonium) è tutto questo e molto di più.

La novizia indemoniata

La novizia (una luminosissima Cecilia Pezet), non ancora indemoniata.

La pellicola, firmata Gilberto Martìnez Solares, è ispirata a The devils (1971) di Ken Russel, ma solo in modo superficiale. Difatti, disgraziatamente non avremo la possibilità di assistere a bibbie che si incendiano o a ceri che… lasciamo perdere, non è cosa. Trattasi di un nunsploitation che, lungi dall’essere eccessivamente blasfemo, è tanto ingenuo quanto divertente. Devo ammettere che contiene scene anche piuttosto disturbanti, ma il modo in cui è girato il film…  insomma, fa ridere, senza mezzi termini. Non fai in tempo a essere partecipe della vicenda nella sua tragicità che qualcosa distrugge il poco climax creato con tanta fatica.

locandina novizia indemoniataFilm amatissimo da Quentin Tarantino: è proprio in suo omaggio che il regista chiamerà la principessa dei vampiri di “Dal tramonto all’alba” Satanico Pandemonium. “La novizia indemoniata” è stato un progetto di tale importanza da meritare il sovvenzionamento dallo stato messicano; era difatti pensato per essere una vetrina per le bellezze del paese. Mi pare giusto che abbiano pensato a un nunsploitation, oltretutto in queste condizioni. Il risultato sarà la forzatura ulteriore della vicenda, riducendo una parte consistente del film a una sorta di “Intervallo”. E si! ci sono le pecore, paesaggi brulli, sassi, pietre, gineprai, tutti i luoghi tristi che possono venirvi in mente. E se pensate che abbiano scelto un set solo per il monastero, vi sbagliate. Ne sono stati scelti tre, di cui uno dal nome impronunciabile: Morelos, Morelia e Tepoztlànsi (addirittura).

Hanno fatto un bel lavoro? Avrei qualche dubbio. La protagonista, Cecilia Pezet, si è ritirata dalle scene lo stesso anno della distribuzione, nel 1975. Giudicate voi. È un capolavoro della cinematografia trash? Si. Invita ad andare in Messico? Col cavolo! Per quello che ne so il turismo messicano potrebbe aver subito un tracollo verticale, meglio puntare su sombreri, nachos e wrestler con mascherina variopinta. Lo capirei già di più.

La novizia indemoniataTrama. Suor Maria (una luminosa Cecilia Pezet) è una delicata fanciulla che passeggia nei prati intorno a un convento, impegnata nel nobile quanto periglioso mestiere della raccolta fiori. Un giorno Maria incontra Satana (Enrique Rocha), prima in forma di uomo completamente ignudo e poi di pastorello mela munito. Da quel “Buenas dias hermana” non sarà più la stessa; fugge nel bosco e lo incontra di nuovo, prega e lo vede riflesso nell’acqua. In convento, cercherà conforto nel divino, ma niente, nemmeno scudisciandosi. Eppure, solitamente funzionava. Apparizioni, sparizioni, assurdità varie con contorno di frutta che rotola senza senso: suor Maria sprofonda nello sconforto. La mela è il segnale che preannuncia il prorompere del male: diventano usuali sequenze di

  • Apparizione di Satana / pastorello
  • Comparsa della mela
  • Scomparsa della mela
  • Faccia sconvolta di Maria

Tutto questo, fra impietosi frammenti di vita monastica. Suore di colore tormentate da una badessa inviperita/inquietante, che dormono su stuoini di paglia e minacciano il suicidio. Sedute di preghiera alternate a corroboranti momenti di auto fustigazione. Momenti bucolici: suor Maria cura una mucca malata di polmonite e già con uno zoccolo nella fossa grazie a un decotto di menta (!?). Non mancano morbosi momenti di seduzione. Suor Maria insidia:

  1. Giovane pastorello che scappa disgustato;
  2. Consorella vagamente passabile;
  3. Consorella tutto sommato belloccia in stile Michelle Rodriguez; peccato che rifiuti e sia brutalmente accoltellata.

Non è che il pastorello faccia una fine migliore: suor Maria gli incendia casa, uccidendo nel rogo la madre… e il gatto. Micidiali i versi della povera bestia, mentre Maria assiste al tutto da lontano, con la solita faccia spiritata.

La dolce suor Maria non esiste più: ora è pronta a fare sempre più del suo peggio – e nemmeno parlo della recitazione. Gli eventi precipitano quando la badessa scopre le malefatte di suor Maria, che non perde tempo e secca la povera anziana, finendo con l’essere acclamata a guida del convento. Un dramma dopo l’altro fino all’annichilimento totale, nel regno di terrore di suor Maria. E vai di festini e giri di tequila, finché tutti i segreti saranno svelati nel finale.

...guarda, una mela

…guarda, una mela

La scena clou. Maria sta uscendo dal convento dopo aver suicidato (si si, suicidato) una consorella. Una volta nel cortile, la sua attenzione non viene attratta dal verso di un gufo appollaiato sul supporto di una lanterna. Senza preavviso parte la musica straziante, nel bel mezzo di un’espressione devastata della Pezet, per poi passare a un primo piano della povera bestia. Passiamo nuovamente sulla faccia sudaticcia di Maria e infine primissimo piano della mela, che cade proprio dal trespolo del gufo. Ora, non è che stia insinuando che le terga del volatile abbiano prodotto la mela, ma spero almeno che nessun gufo abbia subito maltrattamenti in questa laida pellicola. Continua il verso stridente del violino scordato finché la nostra eroina fugge, tra facce indescrivibili.

Cecilia Pezet: un caso (dis)umano. Senza questa donna, questo film non sarebbe la stessa cosa. La recitazione della Pezet è da teatro greco e non necessariamente in senso buono: l’attrice (?!), sottolineate le espressioni nell’inquadratura fissa per almeno 4-5 secondi, sgranando gli occhi, tremando e muovendo fisicamente le gocce di sudore sul viso. Perché Cecilia, perché ti sei ritirata dalle scene? Luminosissima stella del trash, è stata sublime maestra nell’aggrottamento della palpebra inferiore. La conosciamo per altre pellicole di sommo livello come Laberinto (1975) ed Eviration – bramosia dei sensi (1973). Decisamente, una carriera finita troppo presto. Poteva regalare grandi prove d’arte recitativa.

Enrique Rocha

“Salve. Sono Satana e vado in giro vestito e pettinato come paggio Fernando. Qualche problema?”

Colonna sonora. Indimenticabile la musica che accompagna i momenti di abbrutimento di Maria, un misto incomprensibile di un gatto spaventato, un violino permanentemente scordato (suonato forse dal suddetto gatto), tamburi e robaccia che non sono mai riuscita a decifrare. Va sentita: non si può descrivere. Eccellente sostegno delle espressioni improbabili della Pezet, riesce a rovinare l’unica scena vagamente decente nel confronto finale fra Maria e il demonio – un’orribile versione tarocca di paggio Fernando – grazie alla sua querula e ridicola dissonanza. Confesso infine di aver usato, forse per pura cattiveria, la suddetta colonna sonora come suoneria del cellulare per almeno un mese. Sono stata costretta a cambiarla, stranamente: la gente nelle vicinanze reagiva come i cani agli ultrasuoni. Chiedo umilmente perdono.

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14 pensieri su ““La novizia indemoniata” (1975)

  1. lupokatttivo ha detto:

    E potevo non laikarti io?!?!?!? 🙂 adesso mi metto alla ricerca del dvd…problema non piccolo il discorso lingua…ma daltronde l italia non se la fila nessuno…pensa te che sto cercando da un migliaio di anni 1990 i guerrieri del bronx, di castellari, film italiano fatto da regista italiano, con attori italiani….esiste in tedesco, inglese, spagnolo…e naturalmente non in italiano….fortuna che siamo nel G8. 🙂 . Rece strepitosa comunque, mi e’ salita la voglia matta 😉

    • Francesca ha detto:

      Grazie, che entusiasmo! Il film comunque è pressoché introvabile in DVD e ho praticamente dovuto fare carte false per averlo… Se ai sul forum di Filmbrutti può darsi che qualcuno sappia qualcosa o che qualcosa a proposito lo abbiano scritto, sull’argomento è un sito decisamente fornito. Sull’italiano temo dovrai accontentarti dei sottotitoli, noi siamo sempre l’ultima ruota del carro, come sempre… Però la visione ripaga lo sforzo 🙂

  2. Nicola Losito ha detto:

    Evidentemente il film in questione ti ha colpito e il fatto che tu ne parli con tanta profondità e lucida quanto ironica competenza ne è la prova provata.
    A molti il trash piace, ne sono esempio il vari film natalizi italiani degli ultimi anni. Qui non ci sono suore indemoniate ma attori (comici?) che danno indemoniate quanto ridicole interpretazioni.
    Mi ha soddisfatto in pieno la tua recensione e non andrò di certo a cercare il film.
    Un cordiale saluto.
    Nicola

    • Francesca ha detto:

      Non cercarlo, può andare se non ti spaventa il genere, ma nel caso tu ami il cinema… meglio altro 🙂 sto redigendo una lista di miei film preferiti o di quelli che devo ancora vedere (ci crederesti che non ho mai visto La dolce vita o La strada?), spero di poterci inserire qualcosa di meglio 🙂 questo film è veramente pessimo, ma sempre meglio di un cinepanettone! Ahah! Grazie per essere passato, ero molto curiosa di leggere cosa ne pensavi.

  3. gianni ha detto:

    Ahahaha! Magnifico che perla! AHhahah! Il Messico può continuare a puntare sul chili e i sombreri, decisamente… Il demonio foffatissimo e con un mantello che nemmeno la Famiglia Addams oserebbe… Bello bello!

    • Francesca ha detto:

      La prima volta che vidi questo film stavo mangiando una specie di mega frittella tedesca, ricordo solo che a un certo punto fra un po’ mi strangolo dalle risate. Oh, e poi io lo spagnolo non lo capisco, ma la lingua parlata in questo film è universale: trash cosmico ed espressioni stravolte sono estremamente comunicativi. Se hai occasione guardalo sto film che merita ampiamente 😀

        • Francesca ha detto:

          Si, è un filmaccio da guardare con qualche amico, una birra (non la Corona ovviamente) e una mega pizza… anzi, più mega pizze. Ti finisci dal ridere, ci puoi scommettere. Questo film poi lo rivedo spesso e volentieri, rido fino alle lacrime, la protagonista è troppo assurda, non ci si può credere 😀

          • gianni ha detto:

            La cosa bestiale di tanti di questi film è che hanno una trama inconsistente a livello di bambino di 8 anni (un po’ come i film di Lucas) la recitazione assente, fotografia così così e costumi di carnevale! Ed è quello il bello.
            Certo, sai come la penso riguardo quella bevanda chiamata Corona!

            • Francesca ha detto:

              Hai delineato alla perfezione il capolavoro di Luigi Cozzi Paganini Horror 🙂 esatto, è proprio così… e non solo… Black sheep – pecore assassine? Ecco, quello è ancora più becero e inutile come film, ma le risate che ti ci fai… Insomma, al fast food non bisognerebbe andare, ma ogni tanto un panino con bacon e altri gioiosi ingredienti fa piacere, magari accompagnato da un mezzo kilo di patatine fritte 😀

              E si, senza Corona, che giustamente indichi come bevanda e non come birra 🙂

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